Mondiali 2026, flop prenotazioni negli Usa: gli hotel lanciano l’allarme
A poche settimane dall’inizio dei Mondiali 2026, nelle città statunitensi che ospiteranno il torneo l’atmosfera appare ancora lontana da quella delle grandi occasioni. Tra cartelloni pubblicitari, merchandising e fan zone in allestimento, il clima da Coppa del Mondo fatica però a tradursi in numeri concreti per il settore alberghiero. Secondo l’American Hotel & Lodging Association, otto hotel su dieci nelle città coinvolte stanno registrando prenotazioni inferiori alle aspettative. Una situazione che sorprende soprattutto dopo anni di attesa e investimenti legati all’evento calcistico più importante. A Houston, una delle sedi principali del torneo, Deidre Mathis, proprietaria del Wanderstay Boutique Hotel, parla apertamente di delusione. Il suo albergo, situato vicino alla futura fan zone cittadina, sarebbe occupato appena al 45% per il periodo dei Mondiali, contro il 70% registrato nello stesso momento dello scorso anno. “Ci aspettavamo un impatto enorme”, ha spiegato alla BBC, sottolineando come il rallentamento non riguardi soltanto il Texas ma diverse città ospitanti. Per molti operatori il problema nasce da una combinazione di fattori: il costo elevato dei biglietti, il clima politico interno agli Stati Uniti e le difficoltà burocratiche legate ai visti d’ingresso.
Biglietti alle stelle e timori politici frenano i tifosi
Tra le principali criticità segnalate dagli albergatori c’è soprattutto il prezzo dei biglietti. La finale del Mondiale al MetLife Stadium del New Jersey ha raggiunto cifre record: alcuni ticket ufficiali sono stati messi in vendita fino a quasi 33 mila dollari, mentre sul mercato secondario i prezzi hanno superato addirittura i 2 milioni. Persino Donald Trump avrebbe ironizzato sul costo: "Neanche io li pagherei". A pesare, secondo molti operatori, sarebbero pure le tensioni internazionali e il clima interno negli Stati Uniti. Deidre Mathis ha citato le operazioni dell’ICE contro l’immigrazione illegale e l’aumento del costo della vita legato alla crisi in Medio Oriente come elementi che avrebbero raffreddato parte del turismo internazionale. Anche i tifosi lamentano costi fuori controllo. Hamish Husband, membro della celebre Tartan Army scozzese, ha stimato una spesa fino a 13 mila dollari per seguire la nazionale negli Stati Uniti. “Pagare mille dollari per una partita è scandaloso”, ha dichiarato.
Gli hotel puntano sulle prenotazioni last minute
Nonostante il rallentamento iniziale, molti albergatori restano convinti che il vero boom possa arrivare qualche giorno prima dell'inizio dei Mondiali 2026. Stephen Jenkins, direttore del Fontaine Hotel di Kansas City, ha osservato che le prenotazioni stanno crescendo lentamente dopo l’annuncio del calendario ufficiale delle partite. L’hotel ha già organizzato eventi a tema e una “Coppa Culinaria” dedicata ai Paesi protagonisti del Mondiale. Anche ad Atlanta si guarda con ottimismo ai prossimi giorni. Manuel Deisen, general manager dell’InterContinental Buckhead, ha parlato di “entusiasmo incredibile” attorno all’evento, pur ammettendo che il numero di richieste ricevute finora è inferiore alle aspettative. Molti tifosi, secondo gli operatori, starebbero semplicemente aspettando di conoscere il percorso delle rispettive nazionali prima di confermare viaggio e alloggio. Nel frattempo la Casa Bianca ha istituito una task force speciale per facilitare l’organizzazione del torneo e accelerare l’ingresso dei tifosi stranieri, eliminando anche alcune restrizioni sui visti.