Serie A, Roma-Lazio, derby infinito pure nei tatuaggi dei tifosi
Nella Capitale è derby anche sulla pelle dei tifosi, che si stampano l'effige dei loro beniamini, tra stravaganti esultanze e gol storici
ROMA - Accade a Roma, forse solo a Roma. Tutto è derby, è derby sempre: scenografie, cori, striscioni, sfottò, che non finiscono mai, al bar, a lavoro, in palestra e pure spesso dentro casa, quando, anche tra le mura domestiche, intere famiglie si dividono: romanisti contro laziali. E accade anche coi tatuaggi ormai, effigi solenni che marchiano le nuove generazioni. Totti contro Mauri, sfida in campo e sulla pelle dei tifosi. Il Capitano, lui, quello che 'C'è solo un Capitano', Francesco Totti, appare su avambracci, spalle e cosce dei suoi tifosi ormai da tempo. Ma l'ultima trovata è quando si fa il selfie, già il giorno dopo il derby utlimo della doppietta, cotto e...tatuato. La risposta del tifoso laziale è naturale, quasi ovvia: 'Il mio capitano è differente', recita la scritta sul polpaccio, a rimarcare un'esultanza più moderata, sobria, meno fantasiosa e virale rispetto a quella dell'eterno rivale. La maglia è quella storica con l'aquila stilizzata, rispolverata in grande stile all'Olimpico contro il Milan.
ROMANO E ROMANISTA - Che Francesco Totti rimarrà sempre sulla pelle dei romanisti, anche senza arrivare al tattoo, lo dicono i suoi fantastici numeri: bandiera senza tempo, 577 presenze e 239 gol in Serie A solo e unicamente con la Roma, 730 volte in campo con il giallorosso addosso e 296 reti contando anche le altre competizioni. Roba da capogiro calcistico, roba unica e irripetibile nel calcio moderno. Romano di San Giovanni e romanista dalla nascita, uno che ha messo la Roma davanti alla sua carriera: praticamente Totti se l'è tatuata la maglia romanista addosso.
LAZIALE D'ADOZIONE - Lombardo di Monza, Stefano Mauri invece la Lazio l'ha scoperta pian piano, entrandovi senza far rumore nel 2006, in una sessione invernale di calciomercato. Le sue cifre non potranno mai esser quelle del totem romanista: è arrivato però a quota 227 in A con la Lazio e 39 gol, qualcuno pure ai cugini. E forse ha fatto breccia definitivamente nel cuore dei laziali dopo le note vicende giudiziarie che lo hanno riguardato nel ciclone del calcioscommesse, finendo pure in carcere, proclamando a testa alta sempre la sua innocenza. E pure lui così si è meritato il tattoo permanente sulla pelle di un laziale, nel derby infinito che ogni giorno accende la Capitale.
ROMANO E ROMANISTA - Che Francesco Totti rimarrà sempre sulla pelle dei romanisti, anche senza arrivare al tattoo, lo dicono i suoi fantastici numeri: bandiera senza tempo, 577 presenze e 239 gol in Serie A solo e unicamente con la Roma, 730 volte in campo con il giallorosso addosso e 296 reti contando anche le altre competizioni. Roba da capogiro calcistico, roba unica e irripetibile nel calcio moderno. Romano di San Giovanni e romanista dalla nascita, uno che ha messo la Roma davanti alla sua carriera: praticamente Totti se l'è tatuata la maglia romanista addosso.
LAZIALE D'ADOZIONE - Lombardo di Monza, Stefano Mauri invece la Lazio l'ha scoperta pian piano, entrandovi senza far rumore nel 2006, in una sessione invernale di calciomercato. Le sue cifre non potranno mai esser quelle del totem romanista: è arrivato però a quota 227 in A con la Lazio e 39 gol, qualcuno pure ai cugini. E forse ha fatto breccia definitivamente nel cuore dei laziali dopo le note vicende giudiziarie che lo hanno riguardato nel ciclone del calcioscommesse, finendo pure in carcere, proclamando a testa alta sempre la sua innocenza. E pure lui così si è meritato il tattoo permanente sulla pelle di un laziale, nel derby infinito che ogni giorno accende la Capitale.