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Milan-Inter, derby da paura. Chi non va in Champions sprofonda nel deficit. E Thohir sogna Mou

Milan-Inter, derby da paura. Chi non va in Champions sprofonda nel deficit. E Thohir sogna Mou
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140 milioni di euro sono il passivo consolidato dei nerazzurri secondo Calcio & Finanza. Thohir ha speso 88 milioni di euro sul mercato estivo 2015 e ne ha incassati 30 per la cessione di Kovacic al Real. Il Milan fa i conti con il più pesante passivo della sua storia (91,3 milioni) e Berlusconi è stufo di rimetterci

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di Xavier Jacobelli

sabato 30 gennaio 2016 08:52

I numeri schiacciano le parole. E mentre Barbara Berlusconi e Adriano Galliani baruffano su quale sia il reale obiettivo del Milan (l’Europa League secondo la Delfina, la Champions League secondo il braccio destro di suo padre), il derby milanese del 31 gennaio nasce sotto il segno della paura. La paura che i conti a fine stagione non tornino: né per il Milan né per l’Inter che ha appena preso Eder (1,5 milioni di euro per il prestito; 10, 5 milioni di euro per il riscatto fra cinque mesi) e si gioca il tutto per tutto in 17 partite, essendo appena stata eliminata dalla Coppa Italia.

Secondo calcio&finanza.it, ammonta a 140 milioni di euro il passivo dell’ultimo bilancio consolidato di Thohir e 50 sono i milioni di euro da pagare entro il 30 giugno per riscattare i giocatori presi in prestito (a cominciare da Jovetic, passando per Miranda e arrivando proprio a Eder).

L’Inter, che non partecipa da 4 edizioni consecutive alla Champions League, ha fissato come obiettivo minimo il terzo posto. Il Milan deve fare i conti con il peggior deficit della sua storia (91,3 milioni di euro) che porta a 361 milioni di euro le perdite accumulate da Fininvest nell’ultimo decennio. Tant’è vero che Berlusconi ha garantito 53 milioni di euro per arrivare a fine stagione, ma in primavera sarà chiamato fatalmente a ricapitalizzare. Soprattutto, se Mr. Bee Taechaubol resterà ciò che è stato sinora: una chimera di 480 milioni di euro, mai versati nelle casse di Via Aldo Rossi, tant’è vero che ieri Barbara Berlusconi ha sospirato: ”Speriamo che si chiuda, in una direzione o nell’altra”. Marina Berlusconi non lo ammetterà mai ufficialmente, ma nel suo entourage dicono che, se potesse, del Mian si sbarazzerebbe domani. Il padre è stufo di rimetterci una montagna di milioni senza vincere nulla (l’ultimo scudetto rossonero è datato 2011, l’unico vinto dal 2005 ad oggi) e soltanto fra il 97 e il ‘99 i rossoneri non erano andati in Europa per due anni di fila. Senza contare che il 20 febbraio si compiranno i 30 anni del Milan berlusconiano e mai, dal 1986 al 2016 il club avevo vissuto un simile periodo di stagnazione, frutto di micidiali errori di mercato, allenatori tritati senza pietà (fra gennaio 2014 e giugno 2015 si è passati da Allegri a Seedorf, da Seedorf a Inzaghi, da Inzaghi a Mihajlovic) per non dire della guerriglia fra Barbara e Galliani cominciata il 3 novembre 2014 (comunicato Ansa della prima) e mai sopita.

Se il Milan è in ambasce, anche l’Inter sa come il derby sia lo spartiacque della stagione. Per Mancini in primis. Cinque punti nelle ultime 5 gare di campionato, il Napoli scappato via e lontano già sei lunghezze, la Juve schiacciasassi (14 vittorie consecutive, fra campionato e Coppa Italia; 35 gol segnati, 6 subiti), la crisi di Icardi, 14 giocatori scartati da quando l’ex tecnico di City e Galatasaray è tornato in nerazzurro. All’Inter dicono che Thohir abbia fatto un sogno. Si chiama José Mourinho. Sognare non costa nulla. E’ perdere, che costa.

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