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Cagliari-Pescara, vietato squalificare Muntari

Cagliari-Pescara, vietato squalificare Muntari
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Il centrocampista del Pescara ha lasciato il campo prima della fine della partita dopo il diverbio con un gruppo di tifosi del Cagliari: ecco la ricostruzione dei fatti

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lunedì 1 maggio 2017 10:37

CAGLIARI - Un diverbio con i tifosi del Cagliari mentre va a raccogliere un pallone. E Muntari lascia il campo prima della fine della partita. È successo al Sant'Elia durante Cagliari-Pescara. L'ex Milan ha protestato a lungo con l'arbitro e con il quarto uomo. Ma, dopo l'ammonizione, ha lasciato il campo in segno di protesta. La spiegazione nel dopo gara l'ha data Zeman: «Muntari ha sentito cori razzisti e ha chiesto di intervenire. Facciamo tante chiacchiere e poi ci si passa sopra».

IL FATTO - Secondo le ricostruzioni dei presenti, 5 o 6 ultras hanno per tutta la partita insultato Muntari urlandogli "negro di m...", "scimmia" e "mangiabanane". Il gruppetto dei tifosi, se così possiamo chiamarli, già recidivi per i disordini creati in occasione di un'amichevole in provincia di Sassari spinti dalla solita rivalità con la Torres, oltre ad inveire contro il centrocampista del Pescara hanno allontanato donne e bambini dalla gradinate dietro la porta, posto che solitamente occupano loro, ed a fine partita hanno insultato anche Borriello che si è avvicinato alla Curva per lanciare la maglia.

MUNTARI E I VERI TIFOSI - A fine primo tempo Muntari è andato a dare la maglia a un bambino che stupidamente faceva i "buu" razzisti imitando quei "tifosi" e, rivolgendosi al padre di questo bambino gli ha detto di "controllarsi meglio": il bimbo tra l'altro è scoppiato in lacrime. Il fatto è chiaro: quelli che hanno offeso Muntari per tutti i 90 minuti di gioco, non sono i veri tifosi del Cagliari, assolutamente contro il razzismo.

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