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Serie A, Juventus-Inter 0-0: muro Spalletti allo Stadium

Serie A, Juventus-Inter 0-0: muro Spalletti allo Stadium
© Getty Images

Handanovic e la traversa negano la vittoria alla squadra di Allegri. E il Napoli, ora, può tornare in vetta

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di Davide Palliggiano

sabato 9 dicembre 2017 22:40

TORINO - Un muro nerazzurro allo Stadium. L'Inter non aveva alcuna intenzione di perdere a Torino, la Juve - gradualmente - ha maturato una voglia matta di vincere e ha messo coraggio, qualità e una prestazione perfetta dal punto di vista tattico. Dall'altro lato, però, ha trovato un Handanovic - come al solito - in forma strepitosa e una squadra, quella di Spalletti, perfettamente organizzata in difesa. Il risultato finale è un poco emozionante 0-0 con la Juve che resta a -2 e aggancia momentaneamente il Napoli a quota 38. Gli azzurri di Sarri, però, domani possono riprendersi la vetta solitaria della classifica in caso di vittoria con la Fiorentina

DYBALA IN PANCHINA - Allegri lascia Dybala in panchina e si presenta con il tridente Cuadrado-Higuain-Mandzukic. Spalletti invece punta su Brozovic trequartista con Borja Valero arretrato. Gagliardini scivola tra le riserve.

Juventus-Inter 0-0: statistiche e tabellino

PARTITA A SCACCHI - Partiamo da un presupposto: il match non è di quelli entusiasmanti. Pochi rischi, tanto tatticismo e la prima occasione arriva inevitabilmente su una giocata sporca. Su un cross di Cuadrado, deviato dalla difesa nerazzurra, si fionda Mandzukic che costringe Handanovic a una gran parata. Sulla respinta il croato ci riprova, ma Miranda spazza. Icardi e Higuain fanno a sportellate con i rispettivi marcatori, ma l'argentino dell'Inter non riesce mai a liberarsi, per nulla aiutato da un centrocampo asfittico. Borja Valero, limitato dal pressing alto di Pjanic, non fa girare la squadra e l'Inter - in 45' - non supera mai la trequarti con una certa pericolosità.

La prima azione pulita orchestrata dalla squadra di Allegri porta Khedira a un tiro da posizione defilata facilmente controllato da Handanovic, mentre Higuain, molto nervoso, si becca un giallo per proteste con l'arbitro Valeri (39'). Il più pimpante lì in avanti è Mandzukic, che al 45' avrebbe pure l'occasione di portare in vantaggio la Juve con un colpo di testa che però si stampa sulla traversa. 

ICARDI CHIEDE UN RIGORE - Nel secondo tempo la Juve è più spregiudicata, mentre l'Inter resta lì rintanata nella propria area. Mandzukic è una calamita per palloni, ma di quelli che non riesce a ribadire in rete, così Handanovic ha spesso vita facile.

Icardi, nel suo unico acuto, entra in area al 56' e chiede un rigore per un tocco di mano di Benatia che c'è, ma che Valeri, con il silent-check del Var non considera rigore per il precedente tocco con la gamba del difensore marocchino.  

Dall'altro lato la Juve arriva in porta con belle giocate, come quella al 60', quando Cuadrado triangola con Higuain e poi costringe Perisic a una chiusura di testa che mette Handanovic in difficoltà. Spalletti si chiude ancor di più: Dalbert prende il posto di Santon, ko dopo uno scontro con Cuadrado. Poi entra pure Gagliardini per un Candreva in serata versione terzino. Nel frattempo Khedira, complice una deviazione di Dalbert, non trova la porta dopo l'unico errore (un'uscita alta) di Handanovic, poco dopo bravo sul fendente dal limite dell'area di Asamoah (71'). 

SPAZIO A DYBALA - Allegri inserisce Dybala a un quarto d'ora dal termine, ma la Joya non ha tempo e modo di incidere. 

Brozovic, nell'unica sortita offensiva, spaventa relativamente Szczesny con un sinistro dal limite (84'), che termina fuori, e mentre Allegri toglie un Pjanic scuro in volto per inserire Bentancur, Spalletti si gioca la carta Eder per Icardi alla ricerca di un contropiede che mai si verificherà. Il bunker nerazzurro tiene, ma anziché ripartire pensa esclusivamente a spazzare via il pallone il più lontano possibile e così finisce inevitabilmente 0-0. L'Inter mantiene la sua imbattibilità, la Juve si mangia le mani per un'occasione sprecata. E domani, tra i due litiganti, a godere potrebbe essere Sarri... Fiorentina permettendo.

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