Juve-Lazio 2-1: Immobile non basta a Inzaghi. E' Cristiano Ronaldo show!

Sarri allunga a +8 sull'Inter e vede lo scudetto sempre più vicino. Inzaghi condannato dalle troppe assenze. Higuain ko nel riscaldamento, condizioni da valutare

© LAPRESSE
Simone Zizzari

Doveva essere la sfida scudetto, lo è stata solo per la Juve. Con una doppietta di Cristiano Ronaldo e il 2-1 finale, Sarri si cuce un bel pezzo dello scudetto sul petto. Manca la matematica, certo, ma i punti di vantaggio sull’Inter sono ora otto a quattro giornate dalla fine. Una missione quasi compiuta. La Lazio ha retto un tempo, il primo, andando vicina al gol con Immobile (palo pieno) e trovandolo solo nel finale di gara su rigore. Le troppe assenze hanno però inciso come un macigno sulla prestazione della squadra di Inzaghi. Un vero peccato. A godere è la Juve che torna alla vittoria dopo una lunga astinenza trascinata dal suo fuoriclasse col numero 7 sulle spalle, capace di segnare 9 gol nell’era post lockdown.

Higuain, che sfortuna!  

Le due squadre si sfidano in un momento di grande difficoltà: la squadra di Maurizio Sarri non trova il successo da tre giornate (due pareggi ed una sconfitta), la Lazio addirittura con un solo punto nelle ultime quattro gare di campionato. Juve-Lazio è anche (soprattutto) la sfida al trono dei bomber tra Immobile e Ronaldo.

Sarri è in vena di sorprese e lascia in panchina Pjanic per Ramsey. Bentancur in regia con Cuadrado confermato terzino destro e Douglas Costa esterno alto. Higuain, inizialmente preferito a Dybala, si fa male durante il riscaldamento e deve lasciare il posto alla Joya. 

Inzaghi, in emergenza totale, schiera da titolare per la prima volta Djavan Anderson come quinto sinistro di un centrocampo inedito con il solo Milinkovic-Savic sopravvissuto tra i titolari. In mediana, complice le assenze di Leiva e Luis Alberto, spazio dal primo minuto a Parolo e Cataldi. Fuori anche Jony e lo squalificato Patric.

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Che palo di Immobile nel primo tempo!

I primi venticinque minuti sono tutto tranne che esaltanti. Si gioca a ritmi molto bassi, colpa di un caldo che non dà tregua. Juve e Lazio si studiano senza avere spazi o idee per affondare. La palla viaggia stancamente in orizzontale e per vedere la prima occasione da gol bisogna aspettare dieci minuti. A dare un segnale di vita alla partita è un colpo di testa di Alex Sandro su cross di De Ligt che prende in contrattempo Strakosha e scheggia il palo. La risposta ospite arriva cinque minuti più tardi con un piatto dal limite di Cataldi a lato di poco. A referto finisce poco altro se non qualche fiammata di Djavan Anderson sulla sinistra che mette spesso in difficoltà Cuadrado. Proprio da una grande incursione del 25enne olandese arriva un assist per Milinkovic-Savic sfruttato male. Potenzialmente una grande occasione. Ronaldo incide poco e si lamenta molto. Dybala prova qualcosa ma non incide mai. Il risultato è un match lento e alquanto noioso tra due squadre in evidente difficoltà fisica. Rabiot regala un brivido (finalmente!) al 35’ con un’azione personale sulla sinistra conclusa dopo 50 metri di corsa con un sinistro potente ma poco angolato verso Strakosha, bravo a deviare in angolo. Sul tramonto del primo tempo arriva, improvvisa, la prima scossa laziale: Parolo ruba palla a Rabiot e serve al limite Immobile che scarica un destro rasoterra potentissimo che si infrange sul palo interno di Szczesny. Juve fortunata, Lazio che giustamente impreca.

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Cristiano Ronaldo show nella ripresa

La ripresa è a tinte bianconere. Si comincia con una serpentina di Dybala in area laziale che crea scompiglio: sulla ribattuta di Strakosha è Ronaldo a deviare in scivolata trovando sulla linea Lazzari, bravo a salvare in extremis. Il forcing bianconero continua e a prendersi la scena è il fuoriclasse portoghese con una conclusione dal limite al 49’ deviata da Bastos con un braccio troppo alto. Orsato va al Var e assegna il penalty: dal dischetto CR7 non perdona. E’ 1-0 e aggancio a Immobile in testa alla classifica dei marcatori. La Lazio evapora e per gli uomini di Sarri è tutto in discesa. Passano tre minuti e un clamoroso blackout di Luiz Felipe a centrocampo permette a Dybala di involarsi da solo verso Strakosha. L’argentino vede libero Ronaldo e con un grande gesto di generosità gli serve il più facile degli assist per il 2-0 che, di fatto, chiude la partita. La Lazio compassata e fragile di questo periodo, infatti, non ha la forza per tentare la rimonta. La Juve si limita a controllare e a ripartire senza però rischiare nulla. Al 65’ Ronaldo sfiora il tris centrando con un colpo di testa la traversa dopo un’altra magica giocata di Dybala. In campo c’è solo una squadra. Inzaghi prova a giocarsi le carte Adekanye e Vavro ma sono cambi che possono spostare poco. Gli ultimi venti minuti sono accademia pura con Dybala in cattedra ad illuminare il match con giocate sopraffine che non portano però alla soddisfazione del gol personale. La partita sembra ormai finita ma a riaccenderla improvvisamente è un errore di Bonucci che si fa soffiare il pallone da Immobile in piena area finendo per colpirlo alla caviglia. Rigore netto che lo stesso Immobile va a realizzare (agganciato di nuovo Ronaldo in classifica nella sua personale sfida fra bomber). A dieci minuti dalla fine tutto si riapre. Al 90’ è Milinkovic a spaventare Szczesny con una punizione gioiello che il portiere polacco devia da fenomeno. E’ l’ultimo brivido di un match che la Lazio ha avuto il merito di tenere aperto fino all’ultimo. Se solo Inzaghi avesse avuto la rosa al completo… 

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