L'Essenziale, la Serie A va avanti

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Ivan Zazzaroni

Da ieri, e fino al primo dicembre, la Francia è in lockdown: ci si può spostare solo per motivi di salute o di lavoro e muniti di autocertificazione, restano aperte le scuole, chiudono i bar e i ristoranti. «La Francia è uno dei Paesi europei che fanno più test» ha tenuto a sottolineare il presidente Macron. «Siamo invasi dal virus che guadagna forza man mano che l’inverno si avvicina. Questa seconda ondata sarà più dura e mortale della prima, a novembre rischiamo di avere novemila persone in terapia intensiva». Da dopodomani lockdown anche in Germania. Con i nuovi positivi schizzati oltre quota 15mila, Angela Merkel ha affrontato a testa bassa i governatori, alcuni dei quali si erano detti contrari alle sue proposte da “lockdown light”: tireranno giù la saracinesca ristoranti, birrerie e bar (potranno offrire soltanto piatti da asporto). Chiuderano anche le discoteche e i locali notturni, i teatri, i cinema e le sale concerto. Le restrizioni saranno accompagnate da un nuovo pacchetto da dieci miliardi di euro per garantire agli esercizi con meno di 50 dipendenti il 75% del fatturato di novembre. «La situazione è molto seria» ha ricordato la cancelliera, aggiungendo che «i contagi raddoppiano più velocemente e in modo esponenziale». L’Italia sta scivolando verso lo scenario 4, quello più grave. Con il valore di rt stabilizzato al di sopra di 1,5 entreremmo in una fase in cui l’epidemia sarà completamente fuori controllo e, nel caso peggiore, potrebbe scattare un lockdown generalizzato.

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In Francia il campionato va avanti, in Germania anche. Non mancano le pressioni politiche su Macron e Merkel per costringerli a fermare Ligue-1 e Bundesliga, ma da quelle parti la stampa sostiene con forza e convinzione un bene considerato “essenziale”. Soprattutto i francesi, i soli tra i top 5 a bloccare il torneo nel marzo scorso con danni irreparabili per il sistema, non hanno intenzione di ripetere l’errore.

Noi eravamo i primi della classe, i migliori interpreti del repertorio filodrammatico paura & prudenza. E ci è andata bene fino a quando ci siamo lasciati andare alle ferie d’agosto come ragazzi alla fine degli esami, pallidi dentro e fuori.

Calata la tensione, è tornato a vincere il virus: quel che sta succedendo non è colpa dell’Italiano, ma di chi - sapendo del retour match con il covid già ? ssato - doveva predisporre gli strumenti sanitari anticontagio. Oggi questo serve, e una raddoppiata attenzione, non una resa alla paura. Cosí ha fatto e così fa il calcio, anche in Italia, perdendo occasionalmente qualche protagonista, ma andando avanti, imperterrito, verso la vittoria finale. E siccome è una partita di tutti, non di una squadra sola, escludo la sconfitta. Fanno effetto il prolungato blackout di CR7, da ieri “bullshit” negativo, il caso Lazio, l’improvvisa sparizione di Donnarumma e altre fughe, ma lo stato di salute della Serie A è buono. Avanti cosí. Serve piuttosto raccomandare paura & prudenza ai calciatori che hanno doveri straordinari nei confronti dei loro club sottoposti a perdite economiche spaventose. E dove non bastano p&p, un po’ di coraggio in più. Da italiani veri.

A forza di sacrificare l’essenziale per l’urgenza, si dimentica l’urgenza dell’essenziale (cit.).

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