Orgoglio Cagliari, ma Lookman e De Ketelaere esaltano l'Atalanta 100

I due attaccanti mattatori della seconda vittoria consecutiva, fra Europa League e campionato, la centesima partita senza subire gol della gestione Gasperini. In assoluta emergenza,i rossoblù hanno dato il massimo, ma per Ranieri adesso ciò che conta è recuperare i molti indisponibili
Xavier Jacobelli
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Con l'orgoglio che lo contraddistingue e la sagacia tattica del maestro suo allenatore, il Cagliari a Bergamo si è onorevolmente battuto, nonostante lo stato d'emergenza che, alla vigilia, in un colpo solo aveva privato Ranieri di Jankto, Pavoletti e Di Pardo, con Petagna in panchina e subentrato solo part time. Ma non c'è stato niente da fare contro questa Atalanta - 3 partite in casa, 3 vittorie, 7 gol segnati, nessuno subito - prepotentemente rilanciata giovedì dalla vittoria in Europa League sul Rakow Czestochowa.

Nell'Atalanta la rinascita di De Ketelaere

La Dea ha confermato di essere in crescita continua, nel segno di Lookman e De Ketelaere. L'imprendibile nazionale nigeriano è stato la spina nel fianco della difesa sarda per la rapidità di esecuzione degli schemi offensivi, la capacità di saltare l'uomo, la smania di segnare dopo la traversa che trema ancora, coronata dall'assist di CDK, il secondo in sei gare del talento belga, letteralmente rigeneratosi alla scuola di Gasperini. Quel doppio, spettacolare colpo di tacco con Lookman, sciorinato nel primo tempo; la presenza costante lungo la linea d'attacco; la duttilità che consente a De Ketelaere di essere ora centravanti di manovra, ora mezzapunta, ora esterno a seconda delle esigenze di squadra, la dicono lunga sul bagaglio dell'ex milanista. Egli è rinato a Bergamo, è già andato a segno due volte dall'inizio della stagione e avrebbe fatto tris se la sua rete non fosse stata annullata per fuorigioco. Quando l'allenatore, i compagni, i tifosi ti danno fiducia, tutto improvvisamente cambia e cambia in meglio.

Pasalic al 39° gol con la maglia della Dea

Contenuto in un solo gol di svantaggio il martellante primo tempo atalantino, il Cagliari ha progressivamente preso campo all'inizio della ripresa, complice anche il naturale calo di ritmo degli avversari, alla terza partita in sette giorni. I cambi di Gasperini sono stati azzeccati e hanno consentito all'Atalanta di rintuzzare il ritorno dei rossoblù, da Ranieri ridisegnati passando dall'iniziale difesa a tre al 4-4-2 con Zappa per Deiola, Viola e Augello per Sulemana e Hatzidiakos. Imbeccato da Muriel, a chiudere il conto ha pensato però Mario Pasalic, al gol n. 39 in maglia nerazzurra in Serie A, il n. 46 coppe comprese, a segno per la sesta stagione consecutiva da quando gioca a Bergamo. Dopo Perisic (49), Mario (44) è il miglior marcatore croato nella storia del nostro massimo campionato.

Cagliari, cammino arduo e indisponibili da recuperare

Nel finale di partita, la traversa di Oristanio, subentrato ad Azzi, è stata il sigillo d'onore del Cagliari, alla terza sconfitta nelle prime cinque giornate, con un solo gol all'attivo, penultimo in classifica con 2 punti. Milan e Roma in casa, inframezzati dalla trasferta fiorentina, da qui alla sosta manterranno sempre arduo il cammino dei rossoblù. Tuttavia, se Ranieri riesce a recuperare almeno una parte degli indisponibili, può suonare una musica diversa, perché l'impianto di squadra c'è. Come c'è la conferma di quanto il cittadino onorario di Cagliari avesse affermato prima di affrontare l'Atalanta. "Chi toglierei ai bergamaschi? Sicuramente Gasperini, è bravissimo". La centesima partita dell'Atalanta senza subire gol è un altro primato che il cittadino onorario di Bergamo ascrive alla propria, strepitosa epopea nerazzurra, giunta all'ottava stagione consecutiva: 336 partite, 172 vittorie, 81 pareggi, 83 sconfitte, percentuale di vittorie 50,89%. Cioè, Gasperini su quella panchinaha vinto una partita su due. What else?


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