Il cuore va, le zingarate restano

Leggi il commento sul campionato di Serie A che sta per iniziare a cinquant'anni dall'uscita del celebre film 'Amici Miei' di Mario Monicelli
Roberto Beccantini
Roberto Beccantini

4 min

Pubblicato il 12.08.2025, 09:45

Cade, il varo del campionato, a cinquant’anni dall’uscita di “Amici miei” di Mario Monicelli: agosto 1975-agosto 2025. Un film che ci lasciò di stucco: nelle metafore, nel lessico, nelle allusioni. E nelle illusioni. La «supercazzola» e le «zingarate» sono rimaste di dominio pubblico non meno della «zona Cesarini» e della «fatal Corea»: queste, pescate da risultati improbabili; quelle, suggerite da burle e ossessioni.
Mezzo secolo, e già la Toscana con la quale Monicelli sostituì l’iniziale Bologna di Pietro Germi sarebbe argomento di discussioni, di zuffe: insomma, di derby. Non che la tribù dei giornalisti ne esca in bellezza, vista l’ambiguità cinica e circense di Giorgio Perozzi-Philippe Noiret, il detonatore, in bilico perenne tra buon senso e dissenso comune. Nobile squattrinato, per collocare il conte Raffaello Mascetti-Ugo Tognazzi non c’è che l’imbarazzo della scelta. Andrea Agnelli? Perché no. Certo, i presidenti d’antan avrebbero garantito spunti più coloriti, nel solco delle meditazioni e delle mediazioni di Romeo Anconetani, ma il Massimo Cellino del crac bresciano non sfigura. Anzi: «Persino le tasse vogliono da me».
Il desiderio di rivoltarsi al tedio della normalità che diventa smania, e la smania che, d’improvviso, si fa setta, lobby, progetto. Un po’ come capitò ai «sodali loro» della Superlega del 2021, con «scappellamento a destra». Annoiato da troppi bisturi di centro classifica, il professor Alfeo Sassaroli-Adolfo Celi non ne può più del labirinto clinica-casa e così, non appena l’architetto Rambaldo Melandri-Gastone Moschin s’innamora della moglie, Donatella-Olga Karlatos, annusa il business dell’evasione e gliela offre a patto che si prenda anche un paio di terzini (le figlie), un segugio-mediano (il monumentale cane Birillo) e una stopper (la severa governante tedesca, «due anni di contratto»). Un baratto, a naso, non lontano dalle plusvalenze onerose e omertose che decorano i matrimoni mercantili del Duemila.
Guido Necchi-Duilio Del Prete gestisce un bar-ristorante con tanto di biliardo, tana delle assemblee clandestine della piccola Lega fiorentina. Latita un Gabriele Gravina, manca un «miracolo di Castel di Sangro», ci si ciba di espedienti, di enciclopedie riciclate, di allen-attori e dirigenti che, in cambio di tre quintali di patate e di un vecchio catorcio, finiscono per dar via le proprie ingessature a ortolani scontrosi e sospettosi.
Di simbolo in simbolo, il funerale del Perozzi, che sigilla la pellicola tra gorgheggi e risate, anticipa il conformismo e l’ipocrisia del sistema calcistico. E lo spirito che titilla e salda i due mondi affiora, corrosivo, dalla processione di gruppo alla stazione di Santa Maria Novella e dagli schiaffi, ribaldi, inflitti ai passeggeri-tifosi «appesi» ai finestrini dei treni in partenza. Il gesto, irridente e vigliacco, sventola la perfidia degli abbonamenti maggiorati, l’invidia per le tentazioni vaganti e ammiccanti delle Titti-Silvia Dionisio in agguato, la morbosità dei tradimenti degli Ademola Lookman in transito.
Se il cuore è uno zingaro e va, le zingarate restano. Meno male.

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19,99 Prezzo standardRisparmi il 50%

    9,99al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29,9 Prezzo standardRisparmi il 33%

    19,99al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49,99 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,99al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario