Roma-Inter, la tecnica e il fisico

Leggi il commento al big match dello stadio Olimpico, tra i giallorossi di Gasperini e i nerazzurri di Conte
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

4 min

Pubblicato il 18.10.2025, 08:57

Sarà pure vero che la Roma non è da Champions, del resto se lo ha detto il suo allenatore bisogna crederci. Però, se stasera succede quello che l’Olimpico sogna, poi sarà difficile dare ancora ragione a Gasp. Per la Roma, ma anche per l’Inter, questa partita arriva nel momento ideale per chiarire e chiarirsi le idee. La Roma è una delle tante squadre imperfette di questo campionato, ma oggi è in testa insieme al Napoli, ha un attacco che deve migliorare la media-gol, però ha una difesa che, nata e cresciuta sotto la guida di Claudio Ranieri, è stata ancor più irrobustita dal lavoro di Gasperini. Questa difesa, la migliore del campionato, capace di incassare appena due gol, si troverà davanti a un attacco, il migliore del campionato, che ha raggiunto quota diciassette.

Statisticamente Roma-Inter potrebbe racchiudersi qui, difesa giallorossa contro attacco nerazzurro, Mancini che si batte contro Lautaro, N’Dicka che lotta contro Bonny e chi vince i duelli vince la partita. Ma le statistiche, si sa, sono fatte per essere smentite, altrimenti non sarebbe calcio. Altri duelli, altre zone del campo, altri fattori decideranno una gara che la Roma non si aspettava di giocare da capolista e l’Inter da inseguitrice. I ruoli capovolti rendono ancora più interessante la sfida, le assegnano un ruolo non certo decisivo, ma particolarmente intrigante. Tutt’e due hanno bisogno di verifiche, la Roma per misurare davvero le proprie ambizioni, l’Inter per dimostrare a se stessa (e a tutto il campionato) che la sconfitta contro la Juventus, nell’unica gara contro una grande storica della Serie A, non inciderà sul suo cammino e sulla considerazione delle rivali: in campionato finora ha battuto solo squadre di medio-basso livello. Tuttavia proprio su quel fronte, l’Inter è attesa da una risposta senza incertezze anche perché, dopo Roma, nelle successive cinque partite incontrerà Napoli, Lazio, Milan e potremmo metterci pure la Fiorentina se riuscisse a riprendersi in fretta.

Gasperini ha già superato l’esame del derby e ha vinto a Firenze, sotto questo profilo sente di avere qualche verità in più del suo collega. In ogni caso la differenza fra le due squadre e i due progetti resta notevole. L’Inter è un prodotto finito e rifinito, cambia il direttore d’orchestra (da Conte a Inzaghi a Chivu), ma lo spartito (il 3-5-2) resta lo stesso. Sono diversi alcuni principi, oggi aggredisce subito l’avversario e in un lampo parte in verticale. Ma l’impostazione dall’anno dello scudetto di Conte a oggi non è stata modificata. Poteva succedere con Lookman, invece la…rifinitura dell’attacco è avvenuta sulla linea consueta, con l’arrivo di Esposito e Bonny che hanno uno spessore diverso da Arnautovic, Correa e Taremi. La Roma è invece un prodotto in via di elaborazione. A Gasperini manca qualcosa e lo ha pure detto in modo chiaro. Aveva bisogno di un centravanti diverso, di sicuro uno dei due nuovi attaccanti di riserva (riserva si fa per dire) dell’Inter sarebbe stato titolare fisso nella Roma. Ma Soulé e Dybala sul piano tecnico offrono un livello straordinario, si può dire unico, come coppia. Ecco la base della sfida: la tecnica della Roma, il fisico dell’Inter.

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