Casarin: "Prenderei a calci nel c... tanti arbitri. Rigorini? Non ci devono essere!"

Le dichiarazioni dell'ex direttore di gara: "Var? Deve correggere, non cancellare. Arbitrare è difficile"
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"Io voglio bene agli arbitri anche adesso, ma ogni tanto li prenderei a calci nel c….  Siamo passati da 120 a 187 rigori concessi in una stagione in pochi anni. Ci sono dei rigorini che fanno ridere. Sono dei regali!". Non le manda a dire Paolo Casarin. L'ex arbitro è intervenuto su Radio CRC in occasione della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”.

"Arbitri in difficoltà dal Mondiale del '90"

Casarin ha chiara in testa il momento in cui è cambiato il ruolo dell'arbitro: "L’arbitro è stato messo in difficoltà dopo il mondiale in Italia. Nell’edizione della Coppa Italia del 1996-97 furono adottati due arbitri in campo, uno per ogni metà campo, per rispondere alle richieste della FIFA sull’esigenza del futuro del calcio e della TV che era più precisa, attenta e crudele di ora dove un arbitro non bastava". Quindi, l'ex direttore di gara ha detto la sua sul ruolo: "Gli arbitri credono di aver raggiunto il top della loro capacità in poco tempo, ma arbitrare è difficile. La velocità del gioco è salita oggi rispetto a qualche anno fa: bisogna ancora impegnarsi. L’arbitro non raggiunge facilmente il top della sua qualità se non lavora continuamente senza entrare in collisione con gli altri e senza essere diverso". D'altronde, lui rivendica l'ottimo rapporto con i giocatori che ha avuto: "Io credo che l’arbitro faccia parte della partita e ha il compito di capirla, contrariamente a quanto ci si raccomandava ai miei tempi sulla figura degli arbitri che doveva comandare la partita. L’arbitro deve arbitrare con il dialogo e con fermezza, ma senza esagerare. Altrimenti si va a finire ad una figura piena di autoritarismo che il calcio non prevede"

Casarin: "Il var ha il compito di correggere, non cancellare"

Casarin ha l'idea chiara per quanto riguarda l'ausilio del var: "Ha il compito di correggere e non di cancellare l’arbitro. A volte ho l'impressione che ci sia la voglia da parte del Var di prevaricare sull’arbitro di campo. L’arbitro sul terreno di gioco vede più di ogni televisione per quello che è in grado di vedere". Infatti, sul ruolo della televisione: "Non è la regina di tutte le decisioni. L’arbitro di campo può cogliere l’intensità dell’intervento e la velocità con cui esso avviene. Di fronte ad un errore clamoroso che avviene in area di rigore, una volta che è accertato, deve essere corretto". Insomma, il campo padrone: "Il calcio è un gioco forte, veloce e deciso che deve portare sù le emozioni delle persone presenti. Il calcio è sempre stata una cosa forte. Tu meriti di fare gol se superi l’avversario, mettetevi in testa questo". Il più grande problema? I rigorini: "Non ci devono stare nelle competizioni. Non è possibile che la finale di un mondiale sia deciso da un rigorino. Nel calcio si è sempre chiamata alla massima punizione per un rigore dove l’episodio era chiaro, evidente e volontario, ovvero una cosa che non si poteva modificare alla base delle regole".

 


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