Roma-Napoli, Lukaku e Dybala vogliono esserci: tutte le ultime news sugli attaccanti
NAPOLI - L’ultima volta fu uno scudetto, la prossima sarà come la Champions. Non sarebbe facile per un ragazzino di vent’anni, figuriamoci per un giovane di 32 (e mezzo), ma Romelu Lukaku comincia a vedere sul serio la luce del sole in fondo al tunnel scavato tra l’Abruzzo, il Belgio, Napoli e i suoi pensieri. Sabato, nel giorno della sfida con l’Atalanta, saranno cento giorni dal grave infortunio rimediato il 14 agosto a Castel di Sangro, nel primo tempo dell’amichevole contro l’Olympiacos; allo stesso tempo, però, dovrebbe anche essere il sipario sulla sua vita da stadio in borghese: ovvero, l’ultima partita da spettatore in campionato. La penultima in assoluto, considerando che martedì salterà il Qarabag in Champions, prima di rientrare nell’elenco dei convocati. L’obiettivo del Napoli è di riaverlo a disposizione il 30 novembre all’Olimpico con la Roma, tra undici giorni: quantomeno in panchina in una notte delicata per la classifica e importante per le ambizioni. Il piano ideale è questo, e non è niente male considerando il tenore della lesione al retto femorale della coscia sinistra, altrimenti il piano B prevede un posticipo di pochi giorni: il 3 dicembre al Maradona, negli ottavi di Coppa Italia contro il Cagliari. Per la cronaca, il Napoli può inserire Lukaku in lista Champions al posto di un infortunato di lungo corso - da De Bruyne in poi non manca la scelta - e dire che Romelu salterà sull’aereo per Lisbona, pronto per la prossima sfida contro il Benfica del suo antico maestro Mourinho, non è per niente da scartare. Anzi. Come la rincorsa al suo quarto Mondiale con il Belgio: si torna in pista su tutti i fronti.
Lukaku e De Bruyne
Facile volare di sogni e obiettivi dopo più di tre mesi a lottare contro dolore e dolori, cattivi pensieri e tabelle di recupero: dal 14 agosto in poi, Romelu ha prima deciso di affidarsi alla terapia conservativa scartando l’ipotesi dell’intervento - a differenza di De Bruyne - e poi ha cominciato il lungo iter in Belgio. Ad Anversa. Nella stessa clinica dove oggi Kevin sta affrontando la sua partita. Tra l’altro, incredibile coincidenza, KDB è entrato nella struttura proprio quando Romelu è uscito per fare ritorno a Napoli, al centro sportivo di Castel Volturno. L’ultima tappa: è in sede che sta concludendo il ciclo di riabilitazione e riatletizzazione sin dai giorni immediatamente precedenti alla partita contro il Como. La prima da spettatore al Maradona dopo una lunga assenza.
Le tappe verso il rientro
La fase-tifoso, però, è quasi finita: sabato con l’Atalanta, martedì con il Qarabag e poi se tutto andrà come deve potrebbe (dovrebbe) entrare nell’elenco dei convocati per la trasferta del 30 a Roma. Una delle sue ex. Anzi, l’ultima squadra in cui ha giocato prima della chiamata di Conte al Napoli. Quello di Lukaku sarà un rientro graduale, ci mancherebbe, ma interamente orientato a riconquistare tutto ciò che finora non è riuscito ad assaporare: in generale non gioca dal 14 agosto in amichevole, 100 giorni sabato (97 oggi); mentre l’ultima partita ufficiale e l’ultimo gol risalgono al sipario della stagione precedente contro il Cagliari al Maradona, la notte dello scudetto suggellata dalla rete numero 14 del suo campionato. Era il 23 maggio: 183 giorni sabato (180 oggi). Sei mesi. Una vita.
