L’esempio di Spinazzola e la scossa al Napoli
Tr o ppi regali, il Napoli non se li può permettere. Per restare protagonisti nella lotta scudetto non bisogna mai staccare la spina, nemmeno per un tempo. Le lezioni di Torino, Bologna e Udine evidentemente non sono bastate a chiarire il concetto, gli azzurri hanno scherzato di nuovo con il fuoco. Si sono fatti sorprendere dall’atteggiamento del Verona, tutto arroccato dietro senza concedere spazi e pronto a fare male in contropiede. Una ricetta semplice, ma che non passa mai di moda. E che ha disorientato il Napoli, imbottigliato nel traffico al centro e bloccato anche sulle fasce. Troppo tenero Gutierrez, evanescente Lang, impalpabile Hojlund. Ha pesato come non mai l’assenza di Neres, l’unico in grado di aprire sempre la cassaforte degli avversari. Zanetti ha chiuso ogni spazio ed è stato premiato da una magia di Frese e da un rigore molto discutibile trasformato da Orban. Una doppia mazzata per Conte, per la seconda volta all’intervallo con un doppio svantaggio. Era successo solo a San Siro contro il Milan, ma quella volta non riuscì a rimettersi in carreggiata. La reazione che il Napoli ha avuto ieri sera, invece, è stata di grande carattere. È tornato in campo e ci ha messo tutto se stesso. Ha segnato quattro gol, due irregolari e due buoni. Sono bastati per strappare un punto che non può accontentare l’allenatore per la classifica, ma che può essere la base di ripartenza da oggi a Castel Volturno in vista del big match di domenica con l’Inter. Sono prove di orgoglio del genere che aumentano la consapevolezza della squadra nei propri mezzi, al di là del risultato. Il pareggio con il Verona è una lezione che non dovranno dimenticare: se si prende una partita sotto gamba si fa la fine del primo tempo di ieri sera, se si gioca con carattere e fame si può venir fuori da qualsiasi difficoltà come successo nella ripresa.
Il mese di gennaio sarà probabilmente il più difficile di tutti. Con il Verona c’erano nove assenti, domenica a San Siro tornerà dalla squalifica Mazzocchi e forse recupererà Neres. Altre buone notizie non ce ne sono, bisognerà fare gli straordinari per giocare sei partite in 17 giorni con Inter, Parma, Sassuolo, Copenaghen, Juve e Chelsea. La variabile del mercato aperto rende la situazione ancora più delicata. Alcuni di quelli in campo ieri sera potrebbero anche partire, da Marianucci a Lucca. Conte ha detto che farà la conta per San Siro e ha ragione. Lo scontro diretto da giocare con 4 punti di ritardo in classifica sarà ancora più delicato, una sconfitta potrebbe farlo sprofondare. Bisognerà scendere in campo con l’atteggiamento giusto, tipo quello con cui è entrato in campo Spinazzola ieri al Maradona. Frizzante, esuberante, propositivo: la sua energia è stata decisiva per rompere la monotonia di una serata complicata. Da quella fascia ha dato una scossa a tutti i compagni, è con quella testa che si possono indirizzare le partite e i campionati. Il Napoli non può permettersi di fare regali, nemmeno per un minuto. Se vuole scrivere un’altra pagina di storia nell’anno del centenario, deve dare sempre il massimo, soprattutto in questo periodo d’emergenza. Se esce indenne da questo gennaio di fuoco, poi si potrà divertire.
