© ANSA Arbitri, le motivazioni del TFN: “Ecco perché 13 mesi a Zappi”
Ventitré pagine che descrivono un quadro abbastanza desolante, lontano da quelli che dovrebbero essere non tanto i principi cointestati al presidente (inibito per 13 mesi) dell’AIA, Antonio Zappi - lealtà, correttezza, probità e anche trasparenza, rettitudine e della comune morale, come prevede il codice etico dell’Associazione - ma quelli del «buon padre di famiglia», come contempla il Codice Civile. Pressioni (anche emotive) su Ciampi e Pizzi per indurli alle dimissioni per favorire l’ascesa di Orsato (in C) e Braschi (che pure è stato designatore in A...), messaggi, telefonate, mail in piena notte. Non solo, ma anche verbali modificati per occultare tale comportamento illecito. Fattispecie questa particolarmente grave, con Zappi che ha provato a s ottolineare che le scelte dei dimissionari non erano state mai sollecitate e richieste da lui. Il quadro istruito dal Procuratore Chiné, un lavoro oculato e profondo, che ha avuto anche bisogno di una proroga concessa dalla Procura Generale del Coni (oggetto delle tante eccezioni proposte dai legali di Zappi, tutte puntualmente respinte), è stato completamente accolto dal TFN.
Tutto il dossier
Nelle 23 pagine di motivazioni, alcuni passaggi sono illuminanti. Perché se Zappi ha contestato una difformità di dichiarazioni fra le audizioni di Ciampi e Pizzi, i giudiceidi prime cure hanno sottolineato come le pressioni siano confermate non solo dalle dichiarazioni stesse (gli interrogatori della Procura federale sono a.d.r., a domanda rispondo) ma anche: a) dalla mail che Marchesi, indagato (il cui comportamento processuale è stato “gradito”, al contrario di altri), componente del Comitato Nazionale e dunque della squadra di Zappi stesso; b) dalle «pressioni emotive» confermate dai presidenti dei CRA Toscana (Reni) e Sardegna (Branciforte), pure loro “spinti” a lasciare la poltrona (e non oggetto del procedimento). La mail di Marchesi è devastante: «È mia idea che chi ha un incarico biennale non debba essere preso in considerazione per un diverso ruolo, in analogia ad esempio agli esperti amministrativi o legali. Quindi a mio parere tutti i capi- commissione e presidenti CRA devono essere confermati per logica continuazione di lavoro impostato, anche per non dare l’idea di avere bisogno di togliere un tecnico dal proprio incarico, come se mancassero le risorse». Il TFN annota, fra le altre cose, anche come, se fosse vero che i ruoli proposti a Ciampi e Pizzi fossero stati premianti (anche se con una notevole decurtazione dei salari che percepivano), «allora - scrive il Tribunale - non si comprenderebbe il motivo per cui tali incarichi non siano stati direttamente attribuiti ai sig.ri Braschi ed Orsato, senza bisogno di ottenere le dimissioni degli altri due tecnici, espressamente valutati quali downgrade rispetto ai due nuovi responsabili». Zappi avrà sette giorni per presentare ricorso alla Corte d’Appello, udienza dopo al metà di febbraio (18-25).
