Batistuta: "Nessuno mi ha chiamato, ci sono rimasto male. Scenderei in campo per la Fiorentina"
Batistuta torna a parlare. L'ex bandiera della Fiorentina non chiude la porta a un possibile ritorno nel club viola, ma ci tiene a precisare alcune situazioni: "La chiamata della Fiorentina? Dopo Cecchi Gori sono passate due società: nessuno mi ha chiamato - spiega a Cronache di Spogliatoio -. Questo mi ha fatto male. Se mi chiamassero mi sentirei non dimenticato, ma ricordato e preso in considerazione. Mi darebbe vita. Vorrebbe dire che tutti i sacrifici che ho fatto sono valsi la pena. Se potessi io scenderei anche in campo per aiutare la Fiorentina. È quello che sento. A Firenze sono amato. Lo so. E la stessa cosa che loro provano per me, io la provo per loro e per tutta la città. Lo sentivo quando giocavo e lo sentirò fino alla morte. È così. Però i tifosi non sono i dirigenti della Fiorentina, che prendono le decisioni nella squadra in cui io ho dato molto. Non mi stanno prendendo in considerazione: questo mi dispiace. Credevo di poter aiutare la Fiorentina anche fuori dal calcio, con la mia conoscenza dell’ambiente e tutto. Io se voglio andare allo stadio a vedere la partita della Fiorentina non so nemmeno a chi chiedere il biglietto".
Batistuta e l'amore per la Fiorentina
"La chiamata me l’aspettavo quando avevo smesso. Ora mi farebbe comunque piacere, la riceverei volentieri, sarebbe una bella cosa certo, ma non sono uno che la chiede per piacere. Io quello che sto raccontando è la realtà. Non ti sto dicendo che va bene o va male: è quello che sta capitando. Io poi li capisco i dirigenti della Fiorentina, davvero: mi è dispiaciuto ma li ho capiti. ‘Che ce ne frega a noi di Batistuta?’, diranno. Loro vogliono fare i loro interessi e i loro business. Li capisco. Probabilmente lo faccio anche io con persone che vorrebbero stare con me e io non li considero perché penso che non siano importanti. Questo però non vuol dire che non mi faccia male non essere preso in considerazione. Tutto qui".