© ANSA Stiamo riducendo il calcio a un cesso
Il Var c’è quando non serve e non c’è quando serve. Più o meno volutamente, ci stanno prendendo per il protocollo. Sembra una maledizione ormai e in parte lo è: per settimane, mesi, anni - se consideriamo la vecchia accusa di Ancelotti - critichiamo duramente l’arbitraggio in due tempi e luoghi (campo e Lissone) invocando il ritorno a una maggiore autonomia decisionale del direttore di gara e alla prima occasione importante La Penna, in campo, si rende autore di una svista clamorosa, punendo un fallo inesistente di Kalulu, che ne determina l’espulsione (secondo giallo) a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Sull’1 a 1.
E il Var? Tacitato dal protocollo. Pensate come sarebbe cambiata la partita se, intervenendo, avesse tolto l’ammonizione a Kalulu passandola a Bastoni per evidente simulazione; Bastoni che era già ammonito.
Benvenuti allo stadio Olimpico di Milano (cit.) dove stavamo assistendo a una bellissima sfida nella quale la Juve sembrava più in palla e ordinata dell’Inter e a un certo punto ci siamo ritrovati di nuovo nei guai, ovvero alla vigilia di un’altra settimana di inevitabili polemiche, offese a questo e a quello, opinioni di parte e vittimismi diffusi.
Inter-Juve ha avuto chiaramente due vite: nella prima Spalletti ha giocato meglio ma per 42 minuti in 10 teorici (David totalmente assente); in dieci effettivi si è invece ritrovato nella seconda dove le ha provate tutte, ma si è dovuto arrendere alle infinite risorse tecniche di Chivu che non s’è certo risparmiato.
Tornando a La Penna e al Var silente per legge, formulo la domanda delle mille pistole: può esistere un argine a ’sto bordello? Confesso di essere decisamente scettico proprio perché otto anni e mezzo di Var, peraltro continuamente riveduto e corretto, e di disinformazione hanno formato generazioni di moviolisti un tanto al chilo che non sono affatto disposti ad affrontare un cambiamento culturale. Ognuno s’è infatti costruito un Var e un protocollo personale e ha interessi ai quali non intende rinunciare. Il sistema inglese?, quello europeo?, l’abolizione del Var?, il Var a chiamata come in Lega Pro? Il punto è: siamo disposti oggi ad accettare l’errore arbitrale?
Siamo italiani, diversi da tutti gli altri. Noi abbiamo il bidet, gli altri no. E stiamo riducendo il calcio a un cesso.
