Il discorso di Elkann a Spalletti, Comolli e Chiellini: cosa gli ha detto e perché i dirigenti non hanno mai citato l'Inter

Il proprietario di Exor si è fatto sentire alla Continassa dopo la telefonata a Gravina: la linea della Juve dopo il caos di San Siro è chiara
Fabrizio Patania
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Non ci sono segreti o trame occulte di palazzo. È una bufera senza precedenti, esplosa in diretta tv. La Juve, invocando la svolta in tema di Var e riforme del sistema arbitrale, è uscita allo scoperto attraverso un intervento durissimo dei suoi massimi dirigenti, neppure mezz’ora dopo la fine del derby d’Italia. L’ad Comolli ha parlato di credibilità del calcio italiano. Chiellini ha chiamato in causa il designatore Rocchi, assente a San Siro, e invitato a metterci la faccia perché “continua dire a fine stagione me ne vado e queste situazioni sono diventate intollerabili, non solo per la Juve”. Implicito il senso: classe arbitrale destabilizzata, ingovernabilità di un campionato in cui a turno si sono lamentati tutti. L’ex difensore azzurro ha citato Gasperini e Conte. «Non c’è un domani. Il calcio italiano deve cambiare questa situazione». Chiello parlava anche da consigliere federale e tanti club la pensano nello stesso modo. Occhio alla politica sportiva di cui la Juve, nelle ultime stagioni, non era più stata protagonista. Ieri mattina si è aggiunto l’intervento di John Elkann, proprietario di Exor. Una telefonata a Gravina, presidente federale, per stimolare e accelerare le riforme: si parla da tempo del professionismo arbitrale, un tema caro alla Vecchia Signora. Spalletti, non per caso, ne aveva parlato pochi giorni fa. Elkann, secondo quanto si è appreso, ha espresso il suo disappunto per i ripetuti errori arbitrali e ha sollecitato soluzioni efficaci per migliorare il sistema e garantire l’integrità del calcio italiano.

Furia Juve, perché Comolli e Chiellini non hanno mai citato l'Inter o Bastoni

Due aspetti vanno sottolineati della notte buia e tempestosa di San Siro. La Juve, nel suo intervento di protesta, non ha mai citato l’Inter e neppure la condotta antisportiva di Bastoni, che pure doveva essere espulso al posto di Kalulu (simulazione e doppio giallo). Voleva mantenere il focus sul calcio italiano. Si avverte l’esigenza di un intervento federale per ristabilire chiarezza e operare, se possibile e quanto prima, dei correttivi. Da qui alla fine della stagione tutti si giocheranno obiettivi, soldi e futuro. Serve una linea coerente. Certo, senza il rosso al francese, niente sarebbe accaduto. La protesta nei confronti di La Penna - affrontato a muso duro da Comolli, Spalletti e Chiellini nel sottopassaggio - si era esaurita in modo vibrante nell’intervallo e potrebbe avere una coda nei provvedimenti del giudice sportivo. Dipenderà da cosa ha scritto nel referto l’arbitro romano a proposito del confronto nella pancia dello stadio Meazza tra primo e secondo tempo. La società, ieri e in tv, non si è soffermata sui torti subiti nelle ultime settimane (dal rigore a Bergamo in Coppa Italia a quello negato con la Lazio per il tackle di Gila su Cabal sino agli episodi di Verona, inizio campionato) perché non intendeva far passare il messaggio di un dossier Juve.

Il discorso di Elkann alla dirigenza della Juve

L’altro aspetto riguarda il gioco, volutamente occultato a caldo da Comolli e Chiellini per non spostare l’argomento e far risaltare l’ingiustizia del rosso a Kalulu. La Juve in realtà ha giocato una partita eroica, dominando a lungo in undici e giocando meglio dell’Inter persino in dieci. Prova di coraggio e di personalità, rovinata da La Penna e dal gol di Zielinski, perché i bianconeri avrebbero meritato come minimo il pari. Elkann, dopo la chiamata a Gravina, si è fatto sentire alla Continassa. Ha parlato con Comolli, Chiellini e Spalletti esprimendo il sostegno e l’apprezzamento per lo spirito dimostrato sul campo dai bianconeri, per l’equilibrio e la fermezza espressa dalla dirigenza nelle dichiarazioni del post-partita. La Juve, di nuovo un blocco unito, da qui alla fine del campionato inseguirà ferocemente la Champions.


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