Dei delitti e di La Penna
Da quando c’è il Var pretendiamo che l’arbitro veda anche quello che a occhio nudo non si può vedere. Questa forma di condizionamento psicologico lo spinge spesso a sentirsi Hawkeye, Occhio di Falco, e a commettere errori clamorosi come quello di San Siro. Pensateci bene, è così.
Da quando c’è il Var protocollato il numero degli errori si è sensibilmente ridotto per quantità, non per qualità, e insomma dalle nostre parti non se ne esce. La battaglia per un giusto calcio sembra definitivamente persa. Eppure...
Eppure non possiamo, né dobbiamo arrenderci.
Non possiamo arrenderci a un protocollo colpevolmente sbagliato, insufficiente, “ipocrita”.
Non possiamo arrenderci al potere e agli interessi di pochissimi, né ai sospetti e alle dietrologie.
Non possiamo arrenderci alla violenza dei social, alle minacce di morte rivolte con una disinvoltura e una vigliaccheria disarmanti a arbitri e famiglie, calciatori e famiglie e altre figure considerate nemiche.
Non possiamo arrenderci all’ignoranza, all’analfabetismo, all’incultura, alla rabbia, alla frustrazione, alla malafede. Ai cretini che ci circondano e si moltiplicano.
Non possiamo e non dobbiamo arrenderci all’incompetenza, all’impreparazione, alla disinformazione, alla chirurgia arbitrale. E all’impossibilità di individuare una soluzione che accontenti tutti perché quella non c’è.
E non possiamo arrenderci all’io l’avevo detto che sarebbe finita così. Non possiamo arrenderci al microscopio televisivo che ci ha reso schiavi.
E a quelli che sulle polemiche riescono a speculare. Ai leccalike. E ai precedenti sistematicamente elencati, ai tifosi che ci rimproverano di non aver attaccato gli arbitri con la stessa energia e durezza quando la loro squadra aveva subìto un torto inaccettabile.
Non possiamo e non dobbiamo arrenderci mai, anche se non riesco a individuare una via di fuga, un modo per aggiustare le cose, visto che il Var ci ha rincoglioniti aumentando a dismisura la nostra sensibilità al “delitto di calcio”.
Saremmo in grado, oggi, di tornare indietro?, di fare a meno del Var, o soltanto di ridurne l’incidenza?
Rispondo per tutti i sani di mente: no, al primo episodio contrario chiederemmo per quale motivo il Var non è intervenuto, perché quella volta l’ha fatto e stavolta no. Non tolleriamo i torti che subiamo nel calcio poiché siamo spesso costretti a mandar giù quelli che ci toccano nella vita di tutti i giorni. A mangiar merda insomma.
Le nostre parole sono come giganti quando ci fanno un torto, e come nani quando ci rendono un servigio. È di Wilkie Collins. Evitate di minacciarlo di morte: ci ha pensato la natura 137 anni fa.
