Nessuna stangata per Chiffi dopo gli orrori di Atalanta-Napoli: e domani al Var contro Mourinho!

L'arbitro di Padova starà fermo dopo gli errori di Bergamo, ma tornerà presto: tutti i dettagli
Edmondo Pinna
4 min

ROMA - Fermo, sì, ma non troppo. Anzi, verrebbe da dire: troppo poco. La prestazione di Daniele Chiffi non è piaciuta a nessuno. Men che meno al suo designatore, Gianluca Rocchi, che ha contestato non solo gli episodi (il non rigore per il Napoli e il gol annullato per un non fallo di Hojlund), ma anche la gestione di tutta la partita. Bene, direte voi, stangata in vista. Ed invece, l’internazionale di Padova (che sarà VAR stasera in Newcastle-Qarabag a Massa e domani nel caldissimo Real-Benfica a Vincic: contenti loro...) resterà sì fermo domenica prossima, ma quella dopo potrebbe ritornare, in B. Una gestione non proprio lineare, nel pesare delitti e pene. Ma è ancora presto. Potrebbe - anche - fermarsi a Lissone prima di rientrare in campo, sarebbe più corretto anche nei confronti del resto del gruppo, tutto teso verso la PGMOL (c’è stata una call informale ieri mattina fra gli arbitri d’élite - leggi internazionali - per stilare le prime proposte, oggi dopo pranzo ce ne sarà un’altra fra AIA e arbitri in vista dell’incontro di domani). Per il designatore-pensiero, meno colpevole sarebbe il rigoroso VAR, Aureliano. Corretta chiamata sul rigore (poca cosa, ma chi era a Lissone ha dovuto forzare il protocollo), corretto silent check sul gol annullato. In realtà, il rigoroso VAR Aureliano avrebbe dovuto usare lo stesso metro e richiamare Chiffi al monitor anche per quell’episodio. E non l’ha fatto, con un inopinato controllo brevissimo (appena tre secondi), definito «di routine» da Chiffi (visto alla RefCam). 

Chiffi bocciato

Bocciato Chiffi, dunque: il rigore è leggerissimo, il contatto (che c’è) fra il ginocchio di Hojlund e il ginocchio di Hien è poca cosa, tanto da giustificare una OFR fuori protocollo. Ecco quale è la miccia che ha acceso le polemiche. Perché lo stesso giudizio (l’uniformità dovrebbe essere prerogativa arbitrale) la si doveva applicare anche al secondo episodio, e qui le colpe maggiori sono sì di Chiffi (il metro lo aveva appena fissato con l’OFR sul rigore tolto) ma anche del VAR, che in questo caso non ha avuto lo stesso coraggio (Manzoni, parlando di don Abbondio, dice che «il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare»). A poco vale scaricare tutto sull’assistente Cecconi, che sembra più andare dietro d’inerzia alla decisione di Chiffi.  

Le scintille con Mourinho 

Visto che in campo non brilla (eufemismo), la Uefa come detto gli ha affidato due gare da VAR in Champions. Non incrocerà Mourinho, con il quale litigò ai tempi in cui il portoghese allenava la Roma (inarrivabile l’imitazione di Crozza sul tema). Perché l’allenatore è squalificato (ma andrà comunque a Madrid) e perché Chiffi, visti i due VAR ravvicinati, agirà sicuramente dai VOR di Nyon. Piaciuto poco anche Piccinini, l’arbitro di Milan-Parma. Non tanto per il contatto Corvi-Loftus Cheek (per i vertici arbitrali non c’è rigore, si tratta di un contatto fortuito fra due giocatori che cercano il pallone) quanto per la rete annullata inizialmente per un leggero contatto fra Maignan e Valenti sul gol-partita. 


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