La politica vuole prendersi il calcio

Leggi il commento del direttore del Corriere dello Sport-Stadio
Ivan Zazzaroni
2 min

Due dita negli occhi. La politica e il Governo decaduto del calcio hanno accolto con enorme simpatia l’indicazione della Lega di A che ha candidato Giovanni Malagò alla presidenza federale con 18 voti a favore e due contrari, quelli di Lotito e del suo fedele Verona, che però in serata si è sfilato.  

La “forzatura” ha subito indotto Giancarlo Abete a presentare la sua, di candidatura, e adesso qualcuno sospetta che dietro il numero 1 dei Dilettanti ci sia il Ministro per lo sport Andrea Abodi, la cui posizione è chiara: non vuole stare a guardare e punta al commissario ad acta, convinto che sia l’unico modo per realizzare in poco tempo le riforme che il calcio si è negato per anni. Naturalmente la Maggioranza è allineata col Ministro: vuole mettere il cappello sulla rifondazione “pop” del calcio, puntando a un ex campione “cattura consensi” come presidente.  

Come si spiega tutto questo attivismo della politica? Salvini che chiede volti nuovi (...), Giorgetti che guai a chi lo trascura e Lotito che coopta un po’ di senatori per tentare di far passare un decreto per il commissariamento e che, uscendo dalla Lega, dichiara: «C’è una legge, la 91 del 1981, da riformare, da ridisegnare, perché di 45 anni fa».  

Usti! Chi glielo spiega che è stata abrogata dall’art. 52, comma 1, del decreto legge 36 del 28 febbraio 2021?


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Serie A