La mossa a sorpresa di Rocchi: potrebbe saltare la Procura e non andare il 30 aprile a Milano
Gianluca Rocchi potrebbe non presentarsi giovedì prossimo negli uffici della Procura di Milano per rispondere all’invito a comparire firmato dal pm titolare dell’inchiesta, Maurizio Ascione. Lo stesso potrebbe fare anche Andrea Gervasoni, il supervisore del VAR, indagato anche lui. Per entrambi, il focus è lo stesso: un’inchiesta anomala, una convocazione «al buio» visto che non ci sono riferimenti circa l’ipotesi di reato (frode sportiva) contestata. In particolare, non ci sono le altre persone con le quali Rocchi e Gervasoni avrebbero concorso per la frode. Al momento è un’ipotesi, o forse meglio solo un’idea, al vaglio dei rispettivi legali, Antonio D’Avirro per l’ex designatore e Michele Ducci per “il Gerva”. «C’è il riferimento al 110 del Codice Penale, ma l’unico soggetto è Rocchi» ha detto D’Avirro, in capo ad una domenica sicuramente differente dalle altre. «È un invito a comparire al buio e quindi dobbiamo ancora valutare la strategia difensiva», la conferma di Ducci. Insomma, bisognerà aspettare, ci sono ancora quattro giorni per decidere. Sia Rocchi che Gervasoni potrebbero non andare oppure presentarsi e avvalersi della facoltà di non rispondere. Vedremo.
Le anomalie dell'inchiesta
Di sicuro, per dirla con le parole di D’Avirro, «è un’inchiesta anomala, complessa». Ad esempio, formalmente i termini per l’inchiesta sarebbero scaduti ieri, 26 aprile. Il pm Ascione ha chiesto la proroga al Gip (art. 406 codice di procedura penale) ed è scontato che verrà concessa. E i termini delle indagini preliminari vanno rispettati perché, di regola, scatta l’inutilizzabilità degli atti investigativi compiuti dopo la scadenza del termine, (comma 3 dell’art. 407 del c.p.p). Per rimanere nelle regole e nella forma (che spesso è sostanza), dunque, ogni atto compiuto fuori dalla scadenza dei termini non avrebbe fondamento, almeno fino alla concessione della proroga. E dato che gli imputati hanno cinque giorni di tempo per presentare memorie, 26 (data di scadenza dei termini) +5 (tempo concesso agli imputati) fa primo maggio. Il 30 - al momento - sarebbe tutto nullo. «Solo una questione formale» taglia corto D’Avirro. Però è un fatto. Così come sarebbe un fatto che non ci sarebbero intercettazioni, per quanto il reato le preveda. Forse che un’indagine parallela della Guardia di Finanza sui rimborsi degli arbitri, con audizioni anche dell’autista (noto a tutti, anche agli ex internazionali) che di solito “serve” gli arbitri Milano-Lissone, possa essere entrata nell’inchiesta? Vedremo...
La reazione di Rocchi
Ieri Rocchi, passata l’adrenalina del giorno prima, era a terra. Si è chiuso in casa, con gli affetti più cari, una passeggiata solo per pochi intimi, contatti e telefonate ridotte al minimo. E agli amici più stretti che gli chiedevano come stesse, ha risposto sempre così: «Umanamente umiliato e offeso». Il che dice tutto. «Non se lo meritava, è stata una brutta botta - ha proseguito D’Avirro - Rocchi è una persona per bene, bravo, onesto, leale». Ecco perché, forse, fa più male. Sereno anche Gervasoni, il suo legale, Ducci, lo ha confermato: «È molto tranquillo. Quella era una partita di B (Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, ndr), lui faceva il supervisore per la A, anche in quel fine settimana. A lui si contesta di essere intervenuto su una partita di Serie B, non sappiamo neanche perché».
Le contestazioni
Sono tre le partite che vengono contestate a Gianluca Rocchi: una per la “bussata” al vetro del VOR di Lissone dove Paterna e Sozza stavano discutendo su un tocco di braccio di Balogh, evidentemente punibile per tutti tranne che per i due. Per chi accusa (e chi indaga) il designatore Rocchi si sarebbe alzato «rapidamente dalla postazione per “bussare” più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per una OFR». A supporto c’è un video del Video Operation Room, quando Paterna si gira rispetto ai monitor e sembrerebbe dire dal labiale: «È rigore?». Lo stesso Paterna, arrivato in procura da testimone, ne è uscito con l’accusa di «falsa testimonianza» proprio sulla base di questo video. Lo stesso “modus operandi” riguarderebbe Gervasoni, la gara è Salernitana-Modena «con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giua incalzava e sollecitava l’addetto Var Luigi Nasca affinché questi richiamasse Giua all’OFR ai fini della decisione iniziale sull’episodio di gioco». Per quanto riguarda Rocchi, gli vengono contestati anche le designazioni di arbitri graditi (Colombo) o sgraditi (Doveri). Vedremo
