L’errore della Lega e il sorriso di Binaghi quando gli han chiesto di spostare Sinner
La Lega di A ha commesso un errore grossolano nel sottovalutare la contemporaneità del derby di Roma con la finale degli Internazionali di Sinner, e questo è un fatto. Si è inevitabilmente scontrata con le ragioni del prefetto della Capitale, con lo sciopero dei trasporti di lunedì e soprattutto con Angelo Binaghi che non vedeva l’ora di sottolineare di nuovo e pubblicamente la prevalenza del tennis sul calcio. Il sorriso mefistofelico del presidente della Fitp (mio idolo assoluto) e il suo no allo spostamento della finale non erano nemmeno quotati dai bookmaker inglesi. Eppure la Lega ci ha provato.
Il terzo Mondiale di fila saltato, la Federazione dimissionaria, l’uscita di gruppo dalle coppe europee, la voglia del Governo di commissariare anche reti e palloni, lo scandalo escort che adesso si chiamano così, l’inchiesta del pm Ascione, il capo degli arbitri inibito, il designatore autosospesosi, le accuse di Corona ai procuratori (e non solo), infine il penultimo turno del campionato nelle mani prima del Tar e poi dell’avvocatura dello Stato.
Potrebbe andare peggio, potrebbe piovere.
