Derby tra paura e minacce: la ricostruzione della folle giornata prima di Torino-Juve

Pomeriggio bollente e gara a rischio: poi si va in campo in un clima surreale
Filippo Bonsignore
4 min

TORINO - Un’altra giornata di ordinaria follia. Sono le 20.15 quando dal settore ospiti dell’Olimpico Grande Torino si alza il coro: «Sospendete la partita». Sono gli ultrà della Juve che cantano e chiedono di non giocare il derby. La richiesta è stata fatta direttamente a capitan Locatelli, richiamato a gran voce e con gesti eloquenti, a causa del ferimento di un tifoso bianconero avvenuto durante gli scontri tra le due fazioni a metà pomeriggio. I sostenitori juventini, molti dei quali a cavalcioni della balaustra che divide gli spalti dal campo, esprimono chiaramente il loro pensiero: non si deve giocare, e ci sarebbero state minacce di invasione del campo. Nel frattempo le due squadre sono impegnate nel riscaldamento ma è chiaro che la situazione si sta complicando. C’è infatti un tifoso bianconero di 45 anni che è stato trasportato all’ospedale in codice rosso con un trauma cranico. Le prime informazioni sono frammentarie: alcune ricostruzioni parlano di un lacrimogeno che avrebbe colpito l’uomo, altre di un oggetto contundente, una bottiglia o una pietra. 

Gli incidenti di Torino-Juve

Per inquadrare la situazione bisogna riavvolgere il nastro alle 17.30. L’atmosfera attorno al derby era bollente, e non solo per il primo caldo estivo. Un tentativo di scontro tra le due tifoserie era stato neutralizzato nella notte tra sabato e domenica ma il quadro è via via peggiorato. Gli ultrà di Toro e Juve avevano organizzato due cortei per arrivare allo stadio: dallo stadio Filadelfia i granata, lungo corso Unione Sovietica i bianconeri. Ma presto sono iniziati i problemi. Nell’area di piazzale San Gabriele di Gorizia, c’è stato un primo tentativo dei bianconeri di avvicinarsi ai rivali respinto dallo sbarramento delle forze dell’ordine, poi in un secondo momento le due tifoserie sono arrivate a contatto. Sono volate bottiglie, pietre e torce anche se l’intervento della Polizia ha evitato guai peggiori. Bilancio: otto fermati e quattro feriti tra le forze dell’ordine. Proprio durante questi incidenti sarebbe avvenuto il ferimento del tifoso bianconero.  

65 minuti

Si arriva così alle 20.15. Le squadre vorrebbero giocare ma i responsabili dell’ordine pubblico devono naturalmente valutare la gestione di uno stadio tutto esaurito, con 27.000 presenti. Si deve valutare l’eventuale deflusso in caso di mancato svolgimento del match ma c’è anche la necessità di non dare l’impressione di piegarsi alla minaccia ultrà. La curva Maratona, occupata dal tifo più caldo granata, ritira gli striscioni. L’ad della Juve, Comolli, interviene a Sky: «Siamo preoccupati per quello che sta avvenendo e perché alcuni tifosi sono all'ospedale e non sappiamo cosa sia successo. Sicuramente andrò a trovarli dopo la partita». Il Questore di Torino, presente allo stadio, incontra il presidente del Torino Cairo e lo stesso Comolli: per la Questura non ci sono motivi di ordine pubblico per non giocare. Così la Lega Calcio comunica il nuovo programma: inizio alle 21.45. Il settore ospiti si svuota, poi anche il cuore delle Maratona lascia l’impianto. Si gioca alle 21.50, 65 minuti dopo l’orario previsto.


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