La differenza tra chi parla e chi paga
La grande differenza tra chi paga e chi parla: chi paga vuole esclusivamente vincere e chi parla non paga mai, specie quando perde.
Chi paga riprende Mourinho al Real dopo aver bocciato le idee e gli atteggiamenti di Xabi Alonso e Arbeloa. In precedenza, per tornare subito a imporsi, Flo il Pagante aveva riportato a casa Ancelotti. E rivinto tutto.
Chi paga e non vince da un po’ se ne fotte della tradizione calcistica del Paìs do futebol bailado e per il Mondiale si affida all’italiano di Reggiolo trascurando la fauna locale.
Chi parla esalta Andoni Iraola, tecnico molto interessante che però ha pochissimo in comune con Fabregas, il modello universalmente più indicato: grande pressione, difesa organizzata e ripartenze fast and furious, per il basco, e allenamenti sfinenti. Alla Conte.
Chi paga e vuole portare a casa lo scudetto nel giro di un anno chiama proprio Conte che quando gli va male di anni ne impiega due.
Chi paga e ha appena salutato Conte mette Allegri davanti a Italiano per tentare di ridurre i rischi da upgrade di Vincenzo.
Chi parla piazza Italiano, bravissimo sul campo, davanti ad Allegri, per evidente antipatia per Max.
Chi paga (non sa, ma pensa di aver capito) tenta la carta Fonseca, rimedia con Sergio Conceiçao che molla dopo una finale di coppa Italia persa per ricorrere a chi tanto ha vinto. Poi succede che anche questi non centri il bersaglio e si ricomincia daccapo. Procedendo a tentoni. Chi parla non ha memoria.
Ma c’è anche chi paga e prova qualcosa di diverso perché parte dalla consapevolezza di avere una squadra più forte delle altre - l’Inter - e di poter giocare la carta del tecnico giovane, di carattere e tatticamente versatile.
C’è anche chi parla e considera finito, superato, giurassico chiunque non la pensi come lui. Di regola - per dirla alla Lewis Wallace - non c’è modo migliore per riuscire antipatico alla gente che comportarsi bene quando loro si sono comportati male.
La differenza tra chi paga e chi parla è spiegata così dall’Intelligenza Artificiale: «Risiede nel passaggio dall’azione concreta alla retorica. Chi paga si assume la responsabilità economica o morale di un’azione, mentre chi parla si limita a esprimere opinioni, critiche o promesse senza un coinvolgimento diretto».
Capita sempre più spesso che chi paga capisca meno di chi parla, soprattutto in Italia e non solo nel calcio. Io continuo comunque a parlare (e scrivere) : m i pagano.
PS. Da tifoso del Bologna ringrazio Vincenzo Italiano per avermi regalato la più grande soddisfazione dal 1998, l’anno di Roberto Baggio, a oggi. La coppa Italia conquistata a Roma resterà a lungo un magnifico ricordo.
Certo che per passare da Italiano a Tedesco occorre essere europeisti convinti.
