Mihajlovic, un'altra battaglia per il Guerriero

Mihajlovic, un'altra battaglia per il Guerriero
Ivan Zazzaroni

Il Guerriero oggi parlerà. Spiegherà. Vuole farlo personalmente, e non ci chiederà di immergerci nel suo stato d’animo. Solo contro tutto, perché lui guarda sempre negli occhi la realtà. Anche la più dura. 

Il Guerriero ha attraversato due guerre e non ha paura di niente e nessuno. Lo ripete tutte le volte che si presenta in uno spogliatoio nuovo, a gente che dovrà seguirlo giorno dopo giorno dando sempre il massimo e che rischia addirittura di prenderle se non lo farà.

Il Guerriero comunicherà che si ferma per qualche giorno, giusto il tempo di superare lo scoglio e vincere rapidamente un’altra battaglia. Che non è una guerra.

La febbre, l’assenza, gli accertamenti, i silenzi, le mezze parole, le ansie di chi vuole bene al Guerriero: decine di chiamate, ieri pomeriggio, al suo cellulare, a quello di Arianna, la moglie, agli amici. Perché il Guerriero è molto amato.

Dopo un autentico miracolo sportivo come quello che il Guerriero ha appena compiuto a Bologna trasformando un vuoto in un pieno, un’ipotesi di gruppo in una squadra, è arrivata la botta, perché al Guerriero la vita non ha mai regalato nulla: i successi e le soddisfazioni se li è dovuti meritare. Sempre.

Credere che esiste un ponte da dove sei a dove vuoi andare è il 99% della battaglia. L’altro 1% è attraversarlo”. Nel momento in cui lo diceva, Richie Norton stava forse pensando a Sinisa il Guerriero.

Mihajlovic si deve fermare: il Bologna in ansia

 

Mister Calcio Cup europei

Bologna, i migliori video

Corriere dello Sport in abbonamento

Insieme per passione, scegli come

Abbonati all'edizione digitale del giornale. Partite, storie, approfondimenti, interviste, commenti, rubriche, classifiche, tabellini, formazioni, anteprime.

Sempre con te, come vuoi

Edizione digitale
Edizione digitale

Commenti