Bologna, Mihajlovic adesso è a rischio esonero

Primo colloquio a fine gara dei vertici del club. L'allenatore: "Quando mancano i risultati che tutti si aspettano potrebbe accadere qualcosa"
Bologna, Mihajlovic adesso è a rischio esonero© LAPRESSE
Dario Cervellati
4 min

Oggi Saputo incontrerà di nuovo tutta la dirigenza per parlare del futuro di Mihajlovic: a ieri, prima della notte di riflessione, l’idea era di andare avanti con l’attuale tecnico dandogli la possibilità di fare punti importanti nei prossimi due impegni con Fiorentina ed Empoli. Il clima però era già molto nuvoloso. Al fischio finale di Spezia-Bologna Joey è scattato in piedi, un sorriso e una stretta di mano con Robert Platek, poi, con il volto serio, si è fiondato verso il parcheggio dello stadio Picco. Dietro di lui c’era l’amministratore delegato Claudio Fenucci: i due si sono fermati subito dietro la tribuna per un confronto, lontano da tutte le altre orecchie. Per un minuto hanno parlato, c’è stato un dialogo fitto fitto e poi insieme si sono indirizzati alle loro auto. Il presidente è passato davanti a tutta la zona stampa senza dire niente. Sguardo basso e nemmeno un buona sera di risposta a chi gli chiedeva le sensazioni a caldo. «Interpretate le facce e giudicate» si lasca scappare il direttore sportivo Marco Di Vaio. Da quelli si legge, senza essere indovini, che la società non può essere contenta. Probabilmente saranno ore di riflessione. Ma Sinisa Mihajlovic dice di non avere «questa percezione». «Quando non arrivano i risultati che tutti noi, io e i giocatori per primi, ci aspettavamo potrebbe succedere quello, ma per adesso non ho nessun dato per poterti dire è così o meno». Confronti con il presidente Saputo nello spogliatoio dello stadio di La Spezia non ce ne sono stati. «Non ci ho parlato proprio». Potrebbero essercene oggi. «Vedremo. Se il presidente ha qualcosa da dirmi me lo dice. Io sono sempre disponibile. Ma mi aspetto solo di alzarmi ancora vivo e di andare al campo a fare il mio lavoro al meglio possibile». Mihajlovic sa di avere «la coscienza pulita».

Errori tecnici

Nel primo tempo si è alzato un paio di volte dalla panchina. Nella sua area tecnica il sole picchiava forte. «È più caldo qua» ha poi scherzato entrando in sala stampa verso le 18, ma l’allenatore ha cercato più che ha potuto di comunicare direttamente i correttivi ai suoi giocatori. «Dopo il gol ci siamo abbassati e non abbiamo fatto quello che dovevamo. Siamo stati sempre bassi con Lykogiannis e Lollo che non hanno spinto: per il loro gol era solo questione di tempo e così è successo. Ci è mancato il coraggio, ma poi nel secondo tempo abbiamo sistemato questo aspetto e sono stati soddisfatto della prova nella ripresa». Il «rammarico» per la vittoria mancata ovviamente c’è «come in tutte le altre partite in cui avevamo la possibilità di vincere ma non ci siamo riusciti», ma Sinisa stavolta non si prende troppe responsabilità. «Gli errori tecnici, che ci sono stati, non sono colpa dell’allenatore. Quelli dipendono dalle qualità dei giocatori, perché non posso entrare in campo io e tirare gli angoli e le punizioni. Ho inserito anche i nuovi acquisti, ma per alcuni ci vuole tempo e altri invece non si ambienteranno mai nel calcio italiano. Moro e Zirkzee sono ancora lontani da quello che devono fare. Hanno qualità e saranno importanti per noi, ma ci vuole tempo». Anche da Musa Barrow, Mihajlovic si aspettava di più: «spazi lì in trequarti ne ha avuti, ma lui ne ha trovati pochi. Tecnicamente è molto forte, ma caratterialmente è sensibile e un po’ debole».


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