Barrow si riprende il Bologna

L'attaccante gambiano si è messo alle spalle l'infortunio alla caviglia ed è disponibile per Napoli: Thiago Motta aspetta da lui i gol e gli chiede di dare manforte ad Arnautovic
Barrow si riprende il Bologna© FOTO SCHICCHI
4 min
di Claudio Beneforti
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BOLOGNA - Finalmente Musa Barrow, ora che il ragazzo gambiano sembra essersi messo alle spalle un guaio più fastidioso che serio a una caviglia. Barrow si era fatto male contro l’Empoli nella “prima” di Thiago Motta e ha dovuto saltare sia la trasferta di Torino contro la Juventus che la partita di sabato passato contro la Sampdoria, e se da una parte è vero che non è che abbia alle spalle prestazioni importanti, da un’altra va anche sottolineato come Thiago lo aspetti con impazienza sapendo quanto e quello che può dargli una volta che si sarà ritrovato. Se fosse dipeso da Musa già contro la Samp avrebbe voluto esserci, nonostante convivesse ancora con il dolore, ma i sanitari del Bologna hanno preferito dargli qualche giorno di tempo in più per permettergli di guarire completamente e soprattutto di evitare ricadute. Domenica a Napoli Barrow sarà disponibile, se poi il tecnico rossoblù lo vorrà impiegare dal primo minuto o a giochi avviati è un altro discorso, certo è che questo recupero consentirà a Thiago di tirare un sospiro di sollievo, non dimenticando come Nicola Sansone in quel ruolo abbia sbagliato la partita di Torino, come Riccardo Orsolini non gradisca giocare sul lato sinistro (come se a destra a piede invertito poi riuscisse a fare la differenza) e come Emanuel Vignato sia stato impalpabile quando è entrato.

Barrow, alibi finiti

E sia sull’Orso che sul ragazzo italo brasiliano c’è un’aggiunta da fare: come si siano involuti è davanti agli occhi di tutti, ma la colpa è anche loro, soprattutto loro, e non solo di Sinisa Mihajlovic prima e di Thiago Motta oggi come probabilmente entrambi ritengono. Uno: il giorno che lo capiranno sarà sempre troppo tardi, due quando o se lo capiranno ecco che potrebbero (meglio usare il condizionale) anche tornare a determinare. Il fatto che l’uno e l’altro avessero chiesto di essere ceduti nell’ultimo mercato è la chiave di lettura di quanto si sentissero sacrificati? Non è escluso, e attenzione, al di là delle belle parole di circostanza che Barrow ha regalato sempre al Bologna di Mihajlovic, lo stesso Musa avrebbe preferito ascoltare le sirene del Torino e anche di un altro paio di squadre ritenendo di non essere capito fino in fondo da Sinisa. Che sul ragazzo gambiano ha evidenziato con grande onestà anche quelle che potevano essere le proprie colpe, «evidentemente non è in fiducia, da uno con le sue qualità mi aspetto di più quando ha il pallone tra i piedi, ma con lui forse sbaglio qualcosa anch’io nella gestione». Non sapremo mai se era così veramente, ma è ora che anche Barrow si dia una svegliata, perché gli alibi non sono finiti solo per tutti i suoi compagni, ma anche per lui.

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I gol di Musa per Thiago Motta

Arrivò a Bologna dopo una decisione presa all’unanimità da tutta l’area tecnica del Bologna, allora composta da Walter Sabatini, Riccardo Bigon e Marco Di Vaio, decisi ad accontentare Sinisa che era rimasto incantato dalla qualità e dalla capacità di Barrow di saltare l’uomo sia nel breve che nel lungo. Ebbero ragione, perché Musa per un certo tempo determinò, poi con il passare dei mesi ha perso continiuità, alternando periodi felici conditi anche di gol a periodi di ombra carichi di silenzi in tutti i sensi. Sì, Thiago lo stima come lo stimava Miha, né più né meno, c’è solo da sperare che ora il nuovo tecnico rossoblù trovi la chiave giusta per farlo tornare prima di tutto in fiducia e di conseguenza per consentirgli di essere di nuovo quello che era all’Atalanta e nei primi tempi di Bologna, perché il Bologna ha terribilmente bisogno anche dei suoi gol. Un giorno Barrow rivelò che Marko Arnautovic sarebbe stata la sua fortuna e che era orgoglioso di potergli giocare vicino, bene, è arrivato il momento di dimostrarlo anche con i fatti.


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