Con il Bologna in Europa incassa anche la Lazio: Lotito spera, ecco perché

In caso di qualificazione dei rossoblù alle manifestazioni europee, anche il patron biancoceleste può sorridere
Stefano Brunetti
4 min

Una macchia nella sua prestazione c'è stata, e cioè il duello aereo perso con Gimenez, decisivo per il gol di Leao; ma tolto il peccato originale, Nicolò Casale contro il Milan ha confermato l'inizio di un 2025 che lo sta vedendo in continua ascesa. Cosa c'è a dimostrarlo? La sua presenza dal primo minuto in una delle serate più attese di questo inverno, una notte dal sapore europeo. Con Italiano che ha voluto scommettere fortemente su di lui: venendo poi ripagato alla grandissima.

Il riscatto di Casale

Quanto è lontano quel pomeriggio nero dello scorso ottobre: quando a Genova, due suoi errori costarono nei fatti i tre punti. Ma Nicolò Casale, venendo dalla gavetta vera, sa che la pazienza è la virtù dei forti: ha aspettato il suo momento lontano dai riflettori, lavorando in silenzio per far ricredere tutti. Con la svolta che è partita da Lisbona, contro il rosso del Benfica: nel dicembre scorso, Casale non sfigurò in un tempio come il Da Luz. Poi il ritorno da titolare anche in campionato, e non in una partita qualunque, ma al Meazza contro l'Inter. Preludio, questo, di un impiego sempre più frequente nell'anno nuovo: specie nell'ultimo mese. Dove il volto di Nicolò dall'inizio si è già visto in due occasioni. Roba che non succedeva da settembre.

Casale, la solidità difensiva

La partita col Milan come manifesto del definitivo riscatto? Sì, perché Casale ha dovuto reagire all'incubo delle difese, il gol preso appena prima dell'intervallo. Un veleno potenzialmente letale per tanti, ma non per questo Bologna. L'ex Lazio a fine partita l'ha raccontata così. «All'intervallo ci siamo guardati in faccia, tutti quanti; e ci siamo detti di non mollare». Col volere che è diventato potere: con Casale che non ha fatto più passare un filo d'aria dietro, andando anche vicino al gol davanti (con quel palo sull'1-1, proprio sotto la Bulgarelli). Se in difesa è in corso una rivoluzione nelle gerarchie? Diciamo che dopo aver spremuto per bene Beukema e Lucumi, Italiano sta aprendo alla concorrenza: soprattutto perché Casale, nell'ultimo periodo, sta tornando ad essere poco alla volta quello del primo anno nella Capitale.

Il futuro di Casale

Sul suo profilo Instagram campeggia ancora l'immagine con la maglia della Nazionale addosso: era il settembre del 2023, Spalletti lo chiamò ma senza farlo esordire. Un sogno solo sfiorato. Nicolò veniva dalla sua stagione migliore nella Lazio, a cui seguì poi un'annata in chiaroscuro, che si concluse col passaggio a Bologna nella scorsa estate: l'eredità pesante di Riccardo Calafiori, la folta concorrenza al centro. L'inizio complicato, fino alla rinascita. Col presente che è già futuro: se il Bologna si qualificherà in una competizione europea, i 6,5 milioni previsti per il riscatto voleranno automaticamente verso Roma. Ergo, nel caso, raggiungere il Vecchio Continente per Casale sarebbe non solo prestigio. Ma anche e soprattutto, una scelta di vita.


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