Bologna da record: ecco il dato a sorpresa di Italiano

La squadra rossoblù terza tra le big d'Europa in una speciale classifica: tutti i dettagli
Claudio Beneforti

BOLOGNA - C’è chi l’autobus di solito lo piazza davanti alla propria area di rigore e chi come Vincenzo Italiano lo piazza sempre nelle vicinanze dell’altra area, quella degli avversari. Finendo per prendere meno tiri in porta sia nello specchio che totali e anche allontanando alcuni luoghi comuni che in questi anni lo hanno interessato, e cioè che Italiano sarebbe ancora più bravo se fosse meno spregiudicato sul piano tattico, se prendesse meno imbucate volendo tenere la linea difensiva molto alta, se pensasse maggiormente al fatto che nel calcio non c’è solo una fase di attacco ma anche una fase di difesa. Come se quello che ha costruito fin qua sia stata roba di poco conto, non avendo sbagliato neanche un campionato, avendo giocato due finali di Conference League e una di Coppa Italia. Certo, tutte e tre perse, ma il punto è che bisogna arrivare a giocarle, e a giocarle arrivano solo due squadre e solo due allenatori. Non tutti, due e basta. E allora sì, è legittimo sottolineare quanto segue: non conta dove difendi, ma come difendi.

Bologna terzo tra le grandi d'Europa: il dato a sorpresa

Come difendi, sì, ecco qual è il segreto, nel senso che per prendere pochi tiri in porta devi difendere bene, e soprattutto di squadra, e con il passare delle settimane il Bologna ha cominciato a difendere come si deve. Poi se ogni tanto prende un’imbucata o un gol che poteva evitare se ne fa una ragione, l’importante è che creda sempre in quello che fa, avendo capito che alla fine quello che fa porta benefici e non danni. E ciò lo evidenziano i numeri, che sono sempre indicativi, non solo per quella che è la sua classifica attuale ma anche per la sua fase difensiva. Pensate che nei cinque campionati top d’Europa il Bologna è terzo (80) come tiri in porta presi nello specchio dietro al Bayern Monaco (55) e al Tolosa (77) e sesto come tiri presi in totale, dopo Bayern, Barcellona, Atletico Bilbao, Paris Saint Germain e Bayer Leverkusen. Ultimo dato: a oggi il Bologna ha incassato 34 gol, ebbene, come expected goals contro avrebbe dovuto subirne 28,1. Morale: ne ha presi qualcuno di troppo, ma su questo punto va fatto un discorsetto. Eccolo: guai a dimenticare come il Bologna andasse nei primi mesi a scuola guida di pressione alta sul campo, e in quei mesi non era né carne né pesce, non riuscendo a stare corto e compatto, dovendo ancora imparare del tutto il credo di Italiano. Quello era un Bologna che albergava spesso in mezzo al guado, ma oggi la musica è tutta un’altra, ora il Bologna sa cosa deve fare e come farlo, e i risultati sono davanti agli occhi di tutti.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Bologna

La squadra di Italiano si difende con la linea alta

Al di là di questa prima lettura, come devono essere interpretati e tradotti questi numeri? Primo punto: la pressione alta che la squadra di Italiano fa sugli avversari sta andando come un orologio svizzero, perché li costringe a costruire in maniera sporca, rendendo poco pulito anche il loro palleggio. E un altro dato lo evidenzia: il Bologna è la squadra che concede meno passaggi riusciti agli avversari nella prima costruzione del loro gioco. Secondo punto: la linea alta gli permette di mantenere il pericolo lontano dalla propria porta, considerato anche che poi eventualmente puoi avere 40 metri di campo per rimediare a un tuo errore o a una bella giocata degli avversari. Terzo punto: il Bologna è terzo anche per possesso palla, in pratica è come se si difendesse con il pallone, il che può portare gli altri anche ad attaccare male. Altro punto: le verticalizzazioni che fa consentono al Bologna di perdere pochi palloni nelle vicinanze della propria area, anche perché gli altri devono recuperarli lontano dalla porta di Skorupski (o Ravaglia). È vero, il rischio maggiore era e per certi versi continua a essere la palla sopra ai difensori, che cade alle loro spalle, ma lavorandoci sopra il Bologna ha imparato a ricompattarsi più in fretta, rispetto ai primi tempi.

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BOLOGNA - C’è chi l’autobus di solito lo piazza davanti alla propria area di rigore e chi come Vincenzo Italiano lo piazza sempre nelle vicinanze dell’altra area, quella degli avversari. Finendo per prendere meno tiri in porta sia nello specchio che totali e anche allontanando alcuni luoghi comuni che in questi anni lo hanno interessato, e cioè che Italiano sarebbe ancora più bravo se fosse meno spregiudicato sul piano tattico, se prendesse meno imbucate volendo tenere la linea difensiva molto alta, se pensasse maggiormente al fatto che nel calcio non c’è solo una fase di attacco ma anche una fase di difesa. Come se quello che ha costruito fin qua sia stata roba di poco conto, non avendo sbagliato neanche un campionato, avendo giocato due finali di Conference League e una di Coppa Italia. Certo, tutte e tre perse, ma il punto è che bisogna arrivare a giocarle, e a giocarle arrivano solo due squadre e solo due allenatori. Non tutti, due e basta. E allora sì, è legittimo sottolineare quanto segue: non conta dove difendi, ma come difendi.

Bologna terzo tra le grandi d'Europa: il dato a sorpresa

Come difendi, sì, ecco qual è il segreto, nel senso che per prendere pochi tiri in porta devi difendere bene, e soprattutto di squadra, e con il passare delle settimane il Bologna ha cominciato a difendere come si deve. Poi se ogni tanto prende un’imbucata o un gol che poteva evitare se ne fa una ragione, l’importante è che creda sempre in quello che fa, avendo capito che alla fine quello che fa porta benefici e non danni. E ciò lo evidenziano i numeri, che sono sempre indicativi, non solo per quella che è la sua classifica attuale ma anche per la sua fase difensiva. Pensate che nei cinque campionati top d’Europa il Bologna è terzo (80) come tiri in porta presi nello specchio dietro al Bayern Monaco (55) e al Tolosa (77) e sesto come tiri presi in totale, dopo Bayern, Barcellona, Atletico Bilbao, Paris Saint Germain e Bayer Leverkusen. Ultimo dato: a oggi il Bologna ha incassato 34 gol, ebbene, come expected goals contro avrebbe dovuto subirne 28,1. Morale: ne ha presi qualcuno di troppo, ma su questo punto va fatto un discorsetto. Eccolo: guai a dimenticare come il Bologna andasse nei primi mesi a scuola guida di pressione alta sul campo, e in quei mesi non era né carne né pesce, non riuscendo a stare corto e compatto, dovendo ancora imparare del tutto il credo di Italiano. Quello era un Bologna che albergava spesso in mezzo al guado, ma oggi la musica è tutta un’altra, ora il Bologna sa cosa deve fare e come farlo, e i risultati sono davanti agli occhi di tutti.


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