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Bologna, la voglia matta

Leggi il commento sulla vittoria dei rossoblù contro il Napoli di Conte
Italo Cucci
Italo Cucci

3 min

Pubblicato il 10.11.2025, 08:49

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Se Spalletti può dire che la Juve è in grado di vincere lo scudetto, chi può impedire a Italiano e al suo esercito d’innamorati almeno di pensarlo? Io che non ho impedimenti dirimenti (la passione è lecita) lo dico perché in quest’ammucchiata di vertice trovo potente solo una delle sette sorelle, l’Inter. Già spesso domata da questo gagliardo Bologna. Le altre? Vorrei ma non posso. Il Milan l’ha detto per primo. E il Napoli in particolare? È come vittima delle contorsioni dialettiche di Conte. Non un nobile vizioso come Masoch. Soffre dal momento in cui Conte ha scoperto di non avere i giusti doppioni quando gli infortuni hanno “rotto” la squadra. E non è ancora riuscito a ripararla. Anche ieri - in particolare dopo il raddoppio di Lucumi - è riapparsa la frustrazione “olandese” che affligge un gruppo privato d’intensità (e non parliamo di cazzimma). Nota: solo Di Lorenzo combatte ma sembra un reduce di gloriose battaglie. I compagni di divano mi hanno chiesto cos’avrà sussurrato Italiano a Conte rientrando in campo. Ho risposto: «Adesso facciamo sul serio». Il primo tempo, infatti, mi era parsa un’esibizione pedatoria “ad minchiam” (giorni fa ero a Lipari e ho portato un saluto affettuoso a Franco Scoglio). In realtà, un’amichevole trappola in cui Conte è caduto

Tutto questo nulla toglie alla prestazione del Bologna, anzi la nobilita: è stata una conquista di forza fisica e mentale, preannunciata dall’energico confronto di Champions con i norvegesi, ai quali è stato regalato un Orsolini in panchina. Ho protestato, l’altra sera, con un bravo interlocutore il quale aveva pensato di chetarmi con un «Orsolini ha riposato per il Napoli». Per fortuna rispetto ai favolosi successi mediatici non c’è solo lui, Mammo Orso: lui il primo a rincuorare il tenero adorabile bel zuvnot Massimo Pessina, il primo a consolare il pasticcione Holm, il primo a festeggiare Cambiaghi e Lucumi e a farsi terzino quando serve.  

Mi piace sottolineare che questo Bologna forte e felice ha qualche campione in più della stagione dei Calafiori perduti. A cominciare dal gran suggeritore Cambiaghi che ho eletto leader già dal campionato scorso, incedibile uomo squadra. E con lui l’ormai strasicuro goleador Dallinga e il gigante Lucumi che al bellissimo gol ha aggiunto un delicato ruolo difensivo quando il Napoli ha tentato la rimonta. Tutti insieme hanno non solo promesso ma giurato al popolo del Dall’Ara che d’ora in poi ci sarà da divertirsi. Ah, che voglia di tricolore! 

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