Paloschi: "Arrivo al Cagliari nel momento giusto"

L'attaccante: "Passo da una squadra in lotta per non retrocedere ad un'altra che cerca di fare risultato, giocando partita dopo partita su ogni campo"
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CAGLIARI - "Sono arrivato venerdì scorso e sono subito andato in ritiro. Ho trovato una Società organizzata che vuole far bene e tanta disponibilità da parte dei compagni". Alberto Paloschi si è presentato così al Cagliari nella conferenza stampa odierna: "Penso che il destino mi abbia portato qui a Cagliari nel momento giusto: passo da una squadra in lotta per non retrocedere ad un'altra che cerca di fare risultato, giocando partita dopo partita su ogni campo; poi nelle ultime sei gare si vedrà la posizione in classifica e se sarà possibile lottare per un certo tipo di obiettivo. Siamo una squadra forte, con elementi forti ed esperti, in grado di trovare la giocata giusta in ogni momento, la Sardegna Arena è uno stadio caldissimo. Possiamo giocarcela con tutti".

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La gara col Parma

"Abbiamo fatto una buona gara, a volte le partite vengono decise dai dettagli; a volte si vince facendo il minimo indispensabile, altre invece dare il massimo non è sufficiente. Il Cagliari avrebbe meritato di portarsi a casa i 3 punti, ma una stagione è fatta di alti e bassi, in questa fase paghiamo a caro prezzo il minimo errore. La strada intrapresa però è quella giusta, dobbiamo continuare a percorrerla”.

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Maran importante per la scelta

“Certamente la presenza del mister Maran, col quale ho lavorato diversi anni al Chievo, ha influito sulla mia decisione di venire al Cagliari. Lui conosce le mie caratteristiche, è un vantaggio per integrarmi più rapidamente. Poi il Cagliari è una Società prestigiosa, vive un anno importante della sua storia, vorrei dare il mio contributo ogni volta che verrò chiamato in causa. Negli ultimi sei mesi non ho giocato troppo, il mio desiderio è di rilanciarmi e e ritrovare il gol. Voglio lavorare duro, sfrutterò ogni minuto che mi concederà il mister per scendere in campo con l'intenzione di essere determinante, o col gol personale o fornendo assist ai compagni. Non mi pongo traguardi di minutaggio o di reti all'attivo, quel che mi interessa è che possa fare giocate utili per la squadra”.

Sacrificarsi per la squadra

“Bisogna sempre avere voglia di migliorarsi, ma le caratteristiche di un giocatore più o meno rimangono invariate. Difficilmente mi sposto a ricevere il pallone lontano dalla porta, tutti i miei gol li ho segnati all'interno dell'area piccola, sfruttando le seconde palle o quelle sporche. Amo giocare sul limite del fuorigioco. Naturalmente occorre sacrificarsi per la squadra, nel calcio moderno anche gli attaccanti devono darsi da fare in chiave difensiva e io non faccio eccezione. Per avere grandi risultati bisogna remare tutti dalla stessa parte. Futuro? Per il momento voglio ripagare la fiducia che mi ha dato la Società e dare tutto me stesso in questi sei mesi. Poi, chissà, ma intanto penso a rimettermi in discussione e a mettere in difficoltà l'allenatore”.

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