Ranieri si racconta: "Il tifo, la Roma e quelle partite in Curva Sud"© LAPRESSE

Ranieri si racconta: "Il tifo, la Roma e quelle partite in Curva Sud"

L'allenatore del Cagliari e la sua passione giallorossa: "Quando venivo particolarmente stuzzicato veniva fuori la mia romanità”
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Ha preso il Cagliari a metà della stagione scorsa quando la squadra navigava a metà classifica e l'ha guidato fino alla promozione in Serie A, dando una svolta al campionato dei sardi e regalando un sogno ai tifosi. Claudio Ranieri non si smentisce mai, sa sempre come lasciare il segno. In Sardegna poi il suo marchio ha un fascino ancora più particolare perché la sua storia con il Cagliari parte da lontano, dal 1988, quando si sedette per la prima volta sulla panchina sarda. “Mi emoziono spesso, faccio questo mestiere proprio per la passione e l’emozione che riesce a dare, alcune volte riesco a nasconderla, altre la nascondo meno", ha raccontato proprio Ranieri in esclusiva nella nuova puntata di Dazn Heroes dal titolo "La mia isola felice", disponibile da giovedì 24 agosto.

Ranieri: "Il Cagliari la mia isola felice"

"Il Cagliari per me è stata quell’isola felice che mi fece capire che potevo essere allenatore. In tre anni facemmo C, B e A e riuscimmo a restare in Serie A nonostante un girone d’andata concluso a 9 punti - c’erano ancora i due punti a vittoria - ci davano tutti per retrocessi ma riuscimmo a salvarci. Nei momenti difficili quello che ricordi sono i momenti belli e a me il Cagliari é servito per rigenerarmi", ha proseguito il tecnico rossoblù. Sulla differenza di giocare su un’isola: “C’è un senso di appartenenza che rispecchia quello che sono i sardi, nelle altre squadre sei la squadra della città, dove ce ne sono due e rappresenti parte della città, qui sei parte di un’isola. Fai parte di un movimento interiore che è rispetto e voglio che i ragazzi lo avvertano. Loro non rappresentano solo il Cagliari, ma rappresentano tutta la Sardegna". Sulla stagione che verrà invece: “Dobbiamo fare bene, dobbiamo riuscire a restare in Serie A, sarà difficile. L’ho detto al Presidente e ai ragazzi, potremmo prendere delle libecciate che sembreranno non finire mai, dove potremmo prendere 3-4 goal. Dovremo essere bravi a tenere la nave in rotta".

Ranieri, la Roma e la Curva Sud

Sul triplice ruolo da tifoso della Roma, giocatore e allenatore Ranieri ha confessato: "L’essere tifoso ti porta a dare e a sentire qualcosa di più, è normale, io da bambino andavo in Curva Sud quando ancora la curva era tre quarti romanista e un quarto laziale. Essere tifoso, giocare e poi essere allenatore è qualcosa che mi porto dentro". Poi ha concluso: "Quando venivo particolarmente stuzzicato veniva fuori la mia romanità”.


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