Fiorentina, l’ultimo sforzo per fare la storia

La formazione di Italiano potrebbe centrare la seconda finale della stagione dopo quella di Coppa Italia
Fiorentina, l’ultimo sforzo per fare la storia© SESTINI MASSIMO
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Alberto Polverosi

Manca ancora qualcosa alla Fiorentina 22-23 per entrare nella storia, manca una vittoria questa sera a Basilea con la conseguente conquista della finale di Conference League. Una stagione con due finali (e magari un posto in classifica che consenta alla squadra di giocare comunque in Europa anche l’anno prossimo) fa la storia di un club. Ma se questo non accadesse, se la Fiorentina dovesse... accontentarsi solo di una finale di Coppa Italia contro l’Inter, fresca finalista anche in Champions, sarebbe un errore definirla una stagione deludente.

Fiorentina, un percorso esaltante

Nel calcio è giusto ricordare sempre da dove si arriva. La Fiorentina arriva da stagioni difficili, solo un anno fa la ricostruzione ha dato il primo incoraggiante risultato con il ritorno in Europa, affiancato da un gioco più che soddisfacente, in certi momenti anche spettacolare. Un’Europa minore, certo, ma utile come tappa di crescita. E quest’anno ci sono stati altri passi avanti. Qualcuno sostiene che i percorsi delle due coppe siano stati troppo comodi e anche in questo caso mica siamo d’accordo. In Coppa Italia la Fiorentina ha eliminato al primo turno una squadra di Serie A, nello stesso turno l’Inter ha faticato a piegarne una di B (il Parma) tanto per dire; al secondo ha messo fuori il Torino che aveva già eliminato il Milan; al terzo ha fatto fuori la Cremonese che sul suo cammino si era sbarazzata di Napoli e Roma. Se gli schizzinosi storcono ancora il naso, si può almeno sostenere che la Fiorentina ha preso sul serio un torneo che altre grandi hanno invece sottovalutato?

Fiorentina a novanta minuti dalla Storia

In Conference l’avversaria più problematica è stata probabilmente la prima, il Twente, incontrato nei play-off. Ma i viola hanno stravinto a Braga (4-0), contro una squadra ancora oggi terza in Portogallo e vicina alla qualificazione ai play-off di Champions. Insomma, ci pare che qualcosa di significativo sia stato fatto dalla Fiorentina in questa stagione, comunque vada. Se una squadra non certo di prima fascia (soprattutto se si pensa al livello dell’intero organico) gioca stasera la 55ª partita vorrà pur dire qualcosa. Per la gara d’andata ha ricevuto alcune giuste critiche anche Italiano (a proposito, ha sbagliato il tempo dell’uscita su quella parte di Firenze che, secondo lui, non ha apprezzato il lavoro dei viola: se aveva qualche sassolino da togliersi, doveva farlo a fine stagione, non quando ci sono ancora tre obiettivi da raggiungere. Serve la compattezza dell’ambiente, non le risposte piccate peraltro senza un indirizzo chiaro). Dunque, qualcosa Italiano ha sbagliato, ma questa squadra è cresciuta con lui, è stato lui a darle un’identità, a portarla fino a questo punto, a farla crescere e maturare. Quando vediamo la difesa così alta, pensiamo subito alla palla dietro la linea, al contropiede che ti fulmina. Può essere più equilibrato? Certo, potrebbe e dovrebbe essere più equilibrato. Però, con quella difesa così alta sono arrivati i successi di questa e della scorsa annata, le vittorie, la semifinale di Conference e la finale di Coppa Italia. Italiano ha sbagliato una, due, tre partite, anche quattro, anche cinque (su 55...), ma non la stagione. Il 2022-23 è già una buona stagione. Ora serve l’ultimo sforzo per trasformarla in storica.


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