La Fiorentina a Vanoli: quando debutterà sulla panchina

La dirigenza ha scelto il successore di Pioli: l'ex tecnico del Torino ha battuto la concorrenza di Palladino e Nesta
Francesco Gensini
4 min

FIRENZE - Paolo Vanoli ha battuto tutti, Palladino, Nesta e gli altri presunti o reali candidati alla panchina della Fiorentina: il post-Pioli avrà la fisionomia del 53enne tecnico lombardo e questo l’ha deciso la giornata di ieri che ha consegnato uno scenario ormai definito. Oggi la squadra viola è impegnata a Mainz in Conference League e al ritorno a Firenze sarà accolta dal nuovo allenatore, intanto in modo figurato con l’annuncio da parte della società, e a quel punto non sarebbe strano vedere il tecnico ex Torino a dirigere l’allenamento già domani e debuttare poi domenica a Genova. Altrimenti, si andrà alla sosta per consentire al nuovo tecnico di lavorare sul gruppo, seppur un po’ ridotto nel numero per la partenza dei vari nazionali, con un paio di settimane di tempo per preparare l’esordio di sabato 22 contro la Juventus al Franchi.

Vanoli, contratto fino al 2027

Domani o alla ripresa degli allenamenti dopo Marassi poco cambia, se non nell’organizzazione migliore di quello che c’è da fare, però sul fatto che sarà Vanoli a prendersi il compito di tirare fuori la Fiorentina da questa inaccettabile posizione in campionato con relativi oneri e onori, non ci sono più dubbi: pronto un contratto fino a giugno 2027. A deciderlo è stato il nuovo aggancio di ieri tra le parti, stavolta più convinto, dopo che un altro aggancio, e in questo caso con l’agente di Palladino, sempre ieri è rimasto lì fine a se stesso e non ha avuto più un seguito pratico: a quel punto i dirigenti viola, il direttore generale Ferrari e Roberto Goretti, che si è visto riconoscere lo spazio e il potere guadagnati dopo le dimissioni di Pradè con la nomina a nuovo direttore sportivo ufficializzata proprio ieri, sono andati dritti sull’obiettivo e su Vanoli.

La Fiorentina ha scelto Vanoli

Dentro la Fiorentina ha prevalso la linea comune che portava e adesso porta al tecnico che si è formato nelle giovanili azzurre e che poi ha guidato Spartak Mosca, Venezia (promozione dalla B alla A) e infine Torino, nonché autore in maglia Fiorentina del gol nella finale d’andata della Coppa Italia poi vinta dalla squadra allora allenata da Mancini (l’ultimo trofeo messo in bacheca), che è un bonus sempre utile da spendere, perché nome che riscuoteva apprezzamento e consenso tra tutte le varie anime del club per il lavoro svolto nelle esperienze precedenti e i modi di fare. Ciò che ha convinto a metterlo sopra Palladino, artefice lo scorso anno del miglior piazzamento della gestione Commisso con il record dei punti (sesto posto a quota 65) e che poteva contare sulla spinta propulsiva di gran parte dello spogliatoio per un ritorno a Firenze, e sopra Alessandro Nesta, legato a Goretti da conoscenza e stima reciproche avendo lavorato insieme a Perugia e a Reggio Emilia.

Fiorentina, Vanoli avvia la restaurazione

Così, mentre nel tardo pomeriggio di oggi Galloppa farà l’esordio alla guida della Fiorentina diventandone così il 60° allenatore, Vanoli da lontano osserverà Ranieri e compagni andare a caccia della terza vittoria nel cammino di Conference League con tutta l’attenzione di questo mondo per avere ulteriori spunti e ulteriori indicazioni: c'è da (ri)costruire una squadra che sappia togliersi dai guai in campionato e riportare entusiasmo a Firenze e tra i tifosi viola. Da domani con ogni probabilità, o dalla prossima settimana, ma toccherà a lui. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Fiorentina