Bufera Fiorentina, la città si ribella: ecco la mossa dei tifosi contro squadra e club

Nella prossima sfida casalinga contro l'Udinese andrà in scena la contestazione del popolo viola
Alessandro Di Nardo
4 min

FIRENZE - Se quella tra Rocco Commisso e il popolo fiorentino fosse una commedia romantica, sarebbe una di quelle che ti lascia un retrogusto amaro, che ti fa smettere di credere nell'amore. E, soprattutto, sarebbe ai titoli di coda. Si aprirebbe con le immagini dei diecimila presenti al Franchi, il 7 giugno 2019, a sfidare l'afa e gli impegni lavorativi di un venerdì come gli altri per salutare la nuova speranza venuta da Oltreoceano; si chiuderebbe con un'altra istantanea del Franchi, sei anni e mezzo dopo, freddo, scheletrico, riempito di gru, cantieri e vuoto.

Fiorentina, la protesta dei tifosi

Non ci vuole l'indovino per capire che sarà questo il colpo d'occhio di domenica prossima, quantomeno per la prima parte di Fiorentina-Udinese. «Venti minuti di vuoto», questo quanto ha chiesto, attraverso un comunicato del tifo organizzato, la Curva Fiesole. Una protesta a cui aderiranno anche molti tifosi degli altri settori agibili e che non è nuova a Firenze: l'ultima con le stesse modalità avvenne nell'aprile 2019, in un Fiorentina-Sassuolo, al tramonto di un'altra proprietà, quella dei Della Valle. Nel messaggio pubblicato sui propri profili social la Fiesole definisce questa stagione uno «scempio che squadra e società stanno portando avanti», una situazione che ha ormai superato ogni limite. E quindi, una richiesta al popolo viola: lasciare il Franchi vuoto fino al 20', per poi entrare (chi vorrà). «Il silenzio e la nostra assenza sono ciò che si merita chi sta calpestando la storia di una città e la sua gente, vergognatevi tutti».

Fiorentina, i tifosi contestano anche la società

Questo messaggio segue quello mandato dagli ottocento in trasferta a Losanna giovedì sera, che hanno esposto uno striscione emblematico, «Questa città merita rispetto, onorate quel giglio cucito sul petto» per poi fischiare e respingere la squadra dopo l'ennesima prestazione disastrosa. Prima, a inizio settimana, era arrivato un altro comunicato, altrettanto duro, dell'Accvc, associazione che coordina i Viola Club in Italia e nel mondo: il bersaglio in quel caso era stato soprattutto Commisso, nominato solo come “Presidente”. Anche lì una parte del tifo aveva messo nero su bianco tutta la frustrazione e la rabbia, la sensazione di essere stati traditi da una proprietà in cui nessuno si riconosce più: «Le nostre strade si dividono», aveva scritto Accvc.

Fiorentina, depressione social

Se le parole dei gruppi organizzati sono pieni di rabbia nei confronti di tutti i responsabili, sul web regna invece la rassegnazione. Parte del tifo sembra aver già tirato i remi in barca e, con una punta di ironia tutta toscana, fantastica già sull'annata in B e sulle prossime trasferte. La disaffezione verso il club è a livelli massimi e il punto di non ritorno si toccherà probabilmente alla prossima gara in casa.

Domenica venti minuti senza tifo

La sfida con l'Udinese, appunto: in teoria l'ennesima ultimissima spiaggia. Ma, a differenza delle partite contro Verona e Sassuolo, quando il popolo viola rispose in massa, stavolta lo scenario sarà diverso. Diciassettemila spettatori previsti (soldout fissato a ventiduemila come sempre), ma più di qualcuno tra i tredicimila abbonati sta pensando di aderire totalmente alla protesta. C'è chi sceglierà di passare l'ultimo weekend pre-Natale lontano dal Franchi, soffrendo, certo. Ma Firenze in questo momento è una piazza che si è sentita tradita troppe volte. E che adesso vuol rispondere col silenzio. 


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