Fiorentina, aspettiamo il Parma
Cinque gol all’Udinese, prima vittoria della Fiorentina in campionato, palo e splendido gol del numero 10, doppietta di Kean, prima rete in A di Ndour: mai visto finora niente di tutto questo al Franchi. Ma se qualcuno osa pensare che sia pure la svolta del campionato viola, allora siamo punto e daccapo. Questo debutto nella casella delle vittorie (che mancava dal 24 maggio scorso, sempre contro l’Udinese...) serve per rendere fondamentale la sfida di Parma di sabato prossimo. Senza i tre punti, lo scontro diretto del Tardini sarebbe stato molto meno diretto e molto più deprimente. Nella classifica, il dato che nessuno al Parco Viola può perdere di vista è la posizione della squadra. Che ha vinto, anzi, stravinto, la sua prima partita ma resta ultima, da sola, a due punti dalla penultima, il Pisa, a tre dal Verona (che deve recuperare una gara), a cinque dal Parma prossimo avversario che pure ha una partita in meno.
Oggi la Fiorentina può solo cominciare a immaginare il suo rilancio. Ha riassaporato il piacere di una vittoria proprio quando stava tutto per franare, con la società sottosopra, l’allenatore a un passo dall’esonero e i tifosi in rivolta, sia i più accesi che i moderati. Deve ringraziare Okoye per la sciagurata uscita fuori area, ha toccato la palla col braccio e steso Kean. Settimo minuto, Udinese in dieci per gli altri ottanta. La resa è stata firmata dal suo allenatore all’inizio del secondo tempo quando, sul 3-0 per la Fiorentina, i friulani si sono ripresentati in campo senza Zaniolo, decisamente il migliore dei suoi. I buoni segnali stavolta ci sono stati. Tirato per la giacchetta da più parti, finalmente Vanoli ha trovato il modo di sterzare almeno sul piano tattico. Prima volta, dall’inizio, con la difesa a quattro, Parisi (un partitone) non a sinistra ma a destra, come ala, per rientrare forte sul piede preferito, il sinistro; Ranieri terzino sinistro e Gudmundsson ala sinistra; centrocampo a tre.
Dal 3-5-2 al 4-3-3 o 4-3-2-1, serviva un ribaltone che, sempre grazie a Okoye, ha dato ottimi risultati. Altro segnale positivo è la partita con il gol del 10, di quel biondo che Firenze aspettava da troppo tempo. Palo di destro, gol fantastico di sinistro (all’incrocio), colpi di tacco e soprattutto sempre dentro il gioco. Era questo Gudmundsson ai tempi del Genoa ed era per questo che la Fiorentina lo aveva acquistato. La serie dei “più” prosegue con Ndour, unica novità (al posto di Sohm) in formazione rispetto alla sconfitta di Verona e Ndour ha segnato il primo gol in viola e in Serie A. Poi la doppietta di Kean, d’accordo, erano il quarto e il quinto gol del pomeriggio fiorentino, ma sono reti preziose per un attaccante che deve (doveva) ritrovare la vena. Alla vigilia della sfida con l’Udinese la Fiorentina aveva segnato dodici gol in 1.350 minuti di campionato, ieri ne ha fatti quasi la metà in 90. L’unico neo è la rete di Solet (splendida peraltro) che impedisce ai viola di chiudere una gara senza prendere gol dal 28 settembre (0-0 a Pisa), undici partite fa. Tutto il resto va bene, ma per capire se è davvero l’inizio della ripartenza conviene aspettare Parma.
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