Fiorentina paralizzata dalla paura
Se continua così, come fa la Fiorentina a uscire dal suo inferno? Come può una squadra che sta vincendo una partita decisiva a tre minuti dalla fine del recupero buttare via quel tesoro? E buttarlo via in quel modo, paralizzandosi dalla paura, dal terrore, tanto non riuscire a cacciare via la palla dalla propria area per un quarto d’ora. La Fiorentina non era assediata solo dal Torino, ma anche e soprattutto dalle sue paure, dalle sue incertezze, dalla sua incapacità di credere in qualcosa che pure aveva meritato, la vittoria.
Fiorentina paralizzata dalla paura
Il pareggio la inchioda ancora al terz’ultimo posto e oggi il Lecce potrebbe staccarla di nuovo, lasciandola in zona-retrocessione con Verona e Pisa. Al Franchi ha vinto un solo scontro diretto con la Cremonese, ne ha persi tre e ha pareggiato questo, diciotto punti in ventiquattro partite, o la Fiorentina raddoppia (!) la sua media-punti o va giù. Eppure i segnali sembravano tutti a favore dei viola. Che hanno perso Gudmundsson a inizio ripresa, è entrato Harrison, quando erano già sotto di un gol e lo stadio tremava. Senza il 10, sarebbe stata durissima la rimonta, si pensava. E invece proprio i due ex Premier, Solomon e Harrison, hanno spinto la loro nuova squadra sul 2-1. Un altro bel segnale era la partita che la squadra di Vanoli stava giocando. Aggressiva (da vedere come Mandragora ha strappato la palla a Gineitis prima di consegnarla a Solomon per la labbrata dell’uno a uno), decisa, convinta delle sue qualità, a cominciare da quelle di Fagioli, leader assoluto della manovra viola. Poi Parisi, Solomon, ora anche Harrison e di nuovo Kean, decisivo come serve alla Fiorentina e come servirà alla Nazionale. Però restano dei difetti pesanti che questa squadra non riesce a cancellare. Del più grosso si è già detto, il panico quando si trova in vantaggio con annesso gol subìto in pieno recupero (siamo a sei...) e come al solito su calcio piazzato, a cui si aggiungono i cambi che hanno abbassato il livello e aumentato le incertezze anziché toglierne.
Una squadra inspiegabile
Ma c’è un altro difetto che sta diventando una costante sempre più pericolosa: la facilità con cui prende gol. Sembra diventato un giochetto da ragazzi. Le due reti assurde incassate a Napoli si uniscono alla prima subita ieri sera dal Torino. Quando Ilkhan ha crossato il pallone in area, Dodo ha fatto un movimento che non aveva senso: il turco era liberissimo e ovviamente ha calciato a palla scoperta, Dodo anziché restare a controllare Casadei, ha fatto un passo in avanti pensando (pensando...) di metterlo in fuorigioco, invece lo ha tenuto dentro e dentro la rete viola è finito anche il pallone girato di testa, in tutta comodità, dal granata. La Fiorentina era partita bene, poi aveva subìto il Toro, di nuovo aveva creato occasioni e anche dopo aver preso il gol di Casadei ha trovato subito la forza di reagire. Non si è scomposta, ha attaccato, ha spinto indietro il Torino, ha rischiato qualcosa solo in contropiede. Tredici tiri a cinque prima dell’intervallo era un bel dato seppure inutile, la Fiorentina era dentro la partita, ma il risultato era degli altri per un’altra follia difensiva. Poi la rimonta, il crollo, il terrore, l’incubo che riaffiora e inghiotte una squadra che si sfalda, una squadra inspiegabile, con la testa che esplode anziché raffreddarsi. Se continua così, non si salva.
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