Fiorentina, la concretezza ritrovata

Leggi il commento sulla vittoria conquistata dai viola di Vanoli nel match di Serie A sul campo del Como
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

5 min

Pubblicato il 15.02.2026, 10:33

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Senza illudere nessuno, non è proprio il caso visto che ancora la classifica la mette in zona-retrocessione, ma la sensazione è che a Como la Fiorentina abbia finalmente capito che calcio deve giocare per salvarsi. Un calcio disperato, pieno di gialli e di rossi, di cadute in terra, di ruzzoloni sull’erba, di mezze o intere simulazioni, ma anche di palloni furiosamente strappati e rabbiosamente controllati. Bel calcio? Un calcio da prendere come esempio? No, nella maniera più assoluta, ma ora non c’è un’altra via viola per puntare alla salvezza o perlomeno al Parco di Bagno a Ripoli non l’hanno trovata. La Fiorentina ha vinto a Como una partita il cui risultato, alla vigilia, sembrava scontato e non a favore dei viola. Non era il solito Como, vero, ma quante volte le avversarie della squadra che ieri indossava un completo di un assurdo color arancione/anas, hanno approfittato delle loro debolezze e della loro paura per prendere punti al Franchi? L’ultima era stata proprio il Torino, col due a due in pieno recupero. Ecco, stavolta è capitato il contrario.

Fiorentina, la concretezza ritrovata

È stata la Fiorentina a sfruttare le improvvise difficoltà della squadra di Fabregas, mai così titubante, imprecisa e inconcludente, forse non abituata e condizionata da un calendario senza respiro. Non si sono visti i fenomeni del lago, non si è visto il gioco, non ci sono stati grandi spunti sul versante del Como. La Fiorentina ha capitalizzato al massimo le sue occasioni, con una concretezza finora sconosciuta, anche se il primo gol ha dato a questa grigia partita un tocco di colore: controllo, dribbling in area e palla appoggiata sul primo palo, tutto questo a firma di Nicolò Fagioli, uno a cui Gattuso darà sicuramente un’occhiata prima dei playoff. Nella Fiorentina è lui la certezza. Aveva perso ventidue punti da situazione di vantaggio, così quando il migliore in campo, Fabiano Parisi, ha deciso di rinviare il cross di Jesus Rodriguez col piede sbagliato, il destro, scaraventando la palla sotto la traversa della sua porta, si sono riaffacciati i fantasmi dentro la Fiorentina. Due a uno a un quarto d’ora dalla fine. Invece stavolta la squadra ha retto, nel modo in cui abbiamo scritto all’inizio, però ha retto. La tensione ha contagiato la panchina (Vanoli espulso, non bene), ma sul campo la Fiorentina non si è paralizzata come nel finale contro il Torino. L’espulsione di Morata (due gialli in un centinaio di secondi, non bene nemmeno lui) ha tolto anche le ultime paure e così, dopo un mese (2-1 a Bologna) la Fiorentina è tornata a vincere, proprio quando Moise Kean ha segnato il suo secondo gol di fila, come in questo campionato non gli era mai capitato.

Ora il Pisa e lo spareggio di Conference

Ora tutto ruota intorno al derby col Pisa, che continua a perdere ma che non molla mai. Si giocherà al Franchi, dove la Fiorentina non vince dal 4 gennaio (1-0 contro la Cremonese). In mezzo c’è lo spareggio di Conference contro i polacchi dello Jagiellonia. È legittimo immaginare che Vanoli dia spazio a giovani e riserve. Se va bene, bene, altrimenti testa solo al campionato. Era la prima trasferta di Fabio Paratici in viola, quanto meno come portafortuna funziona. E proprio a Paratici e ai suoi colleghi un consiglio finale: se la squadra riuscirà a salvarsi, prima della pubblicazione dei calendari della Serie A 26-27, chieda di giocare tutt’e due le gare contro il Como in trasferta. Nelle ultime due stagioni si sono sfidate in cinque partite ufficiali, il Como ne ha vinte tre al Franchi, la Fiorentina due nello stadio sul lago.

 

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