Pagelle Udinese-Fiorentina: Rugani voto 4, è ritornato alla realtà della Serie A

Fiorentina, brutta e senz'anima

Leggi il commento alla prova disastrosa della Viola contro l'Udinese
Alberto Polverosi
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Ferma la palla, calciala bene, mettila sulla testa di un tuo compagno e sarà gol. Non è difficile segnare contro la Fiorentina, basta un calcio di punizione o un calcio d’angolo, come è successo ieri sera a Udine. La traiettoria di Zaniolo era perfetta, lo stacco di Kabasele in piena libertà. Era appena il secondo angolo dell’Udinese, ma era pure l’ottava volta che la Fiorentina prendeva gol su palla inattiva. Otto gol su quarantadue, non sono pochi. L’assurdo è che a gennaio era arrivato Rugani per dare più consistenza alla difesa e chi marcava Rugani sul calcio d’angolo? Facile, Kabasele. Che quando è partito ha lasciato a terra l’ex juventino. Da aggiungere che Rugani tocca il metro e 90 e Kabasele ha tre centimetri in meno... E poi, figuriamoci se De Gea lascia la porta, magari piove e se sta sotto la traversa, nonostante la palla stia arrivando in casa sua, cioè in area piccola, non si bagna.
L’Udinese arrivava da tre sconfitte di fila, la Fiorentina (se escludiamo la vergogna contro lo Jagiellonia in Coppa) da due vittorie, ma in questo incrocio è stata letteralmente sbriciolata. Dopo le sconfitte di Lecce e Cremonese, per la prima volta dopo la terza giornata poteva lasciare la zona-retrocessione e invece c’è rimasta, prendendo un’altra bastonata. È una squadra di una pochezza disarmante, una squadra che ancora non ha capito il rischio che sta correndo. Non ha gioco e va bene, ormai il gioco conta poco e conta ancora meno per chi, come la Fiorentina, non ne ha mai avuto; non ha identità; non ha energia e questo è un problema; ma soprattutto non ha un’anima e questo non si può accettare. È brutta fuori (e poi, ancora le maglie dell’Anas, ma dai) e debole dentro. Basta niente per spingerla fuori partita.
Se la Fiorentina attacca, non trova un’idea. Se difende, si fa infilare (terza peggior difesa del campionato). Se palleggia nella metà campo avversaria, prende delle infilate spaventose, proprio come è capitato nel secondo tempo. Prima del 2-0, l’Udinese era partita in contropiede due volte e per due volte i viola hanno rischiato di prendere gol. Al terzo tentativo dei friulani non hanno resistito e ancora Rugani ha steso in area Davis, un centravanti di una potenza fisica incredibile che unisce a una tecnica eccellente e a un sinistro terrificante. Povero Rugani, colpa sua anche il terzo gol di Buksa. Debutto agghiacciante.
C’è anche qualcosa di tattico che si fatica a spiegare. Prima di ieri, la Fiorentina aveva messo insieme 18 punti in 11 partite e aveva vinto le ultime due con la difesa a quattro. A Udine si è presentata con la linea a tre. Pur convinti che il modulo non abbia mai la capacità di decidere una partita, in questo caso la scelta di Vanoli, di fronte a un avversario che si schierava con lo stesso sistema, portava a una conseguenza ovvia: in campo si sarebbero accoppiati uomo su uomo. Ora, nelle condizioni attuali dei viola, davanti alla potenza fisica dei friulani, quanti duelli poteva pensare di vincere? La previsione da fuori era zero e zero è stato. E a proposito di zero, per sintetizzare la partita della Fiorentina basta riportare questo dato: tiri nello specchio della porta, zero. Appunto.

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