Fiorentina, attacco fragile: senza Kean nessun tiro in porta. E Piccoli è smarrito

La squadra di Vanoli non trova il gol in campionato da oltre 257 minuti. Il Parma di Cuesta ingabbia l'attacco viola, nessun pensiero per il portiere dei Crociati
Alessandro Di Nardo
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Firenze - La mefistofelica difesa a maglie serrate del Parma di Cuesta ha ingabbiato attaccanti di alto lignaggio; c'è finito dentro con entrambi gli scarpini Roberto Piccoli, che ieri pomeriggio è stato soltanto il manifesto di un malessere offensivo della sua squadra. In campionato la Fiorentina non segna da oltre 257 minuti. Piccoli come sintomo, non come origine della pochezza mostrata dalla squadra di Vanoli quando si tratta di dover fare la partita e creare occasioni. Sull'unica mezza chance, però, ce ne ha messo del suo: azione confusa a inizio ripresa, pallone che schizza sui piedi del numero novantuno che è a due metri dallo specchio, colpisce di destro a botta sicura ma con una frazione di secondo di troppo, quanto basta a Del Prato per stopparlo in scivolata. Quella è stata probabilmente l'unica volta in cui il centravanti classe 2001 ha potuto giocare un pallone con lo sguardo rivolto a Corvi; per il resto, novanta minuti più recupero vissuti tutti spalle alla porta, sportellate da autoscontri con Troilo e soci, qualche duello vinto, un paio di falli guadagnati, ma i 20mila del Franchi hanno rumoreggiato soprattutto per alcune sponde fuori misura.

Fiorentina male in fase offensiva: zero tiri in porta nella sfida del Franchi

Nessun tiro in porta (la Lega Serie A ne conta uno, ma è generosa). Zero assoluto a livello offensivo, una condizione che pesa soprattutto sulle spalle dell'ex Cagliari: perché, allo stesso modo, deve sobbarcarsi soprattutto i 25 milioni sborsati dalla Fiorentina per prelevarlo dai sardi ad agosto. Dopo sette mesi, due sole reti in Serie A (più una in Coppa Italia e due in Conference) il piatto piange. Nel post-partita Vanoli ha parlato della mancata qualità nell'ultima porzione di campo. Il riferimento va a Gudmundsson, ai cross rugbystici di Harrison, ma anche all'occupazione dello spazio in area: una parvenza d'occasione c'è stata a pochi minuti dal 90', quando un cross basso di Gosens non ha trovato nessuno pronto per la correzione in rete. Eppure erano sei le maglie viola in area, divisa male da tutti.

Kean ancora out: col Parma nemmeno in panchina. Il punto sugli infortuni

La Viola non gira là davanti e viene naturale voltarsi indietro per vedere chi è fuori: Manor Solomon ne avrà ancora per un po' e si potrebbe rivedere solo dopo la pausa nazionali; poi c'è soprattutto Moise Kean: alla fine non è andato neanche in panchina, colpa di un problema alla tibia che lo condiziona da novembre; un infortunio che avrebbe previsto una gestione diversa, se non ci fosse stata l'impellenza di gettarlo il prima possibile nella mischia. Prima della partita col Parma ha provato a testare la tenuta della gamba, ma il dolore era tale da impedirgli di scendere in campo; salterà il giovedì sera di coppa e proverà a esserci a tutti i costi lunedì con la Cremonese. Nella settimana che porta alla partita che vale una stagione c'è appunto la Conference: col Rakow ampie rotazioni, a cominciare forse dalla porta, con la Fiorentina che proverà a inserire in lista Uefa Christensen al posto dell'infortunato Lezzerini - in caso di uno stop per problemi fisici di medio termine c'è la possibilità di modificare l'elenco - per dare un turno di riposo a De Gea.


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