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Fiorentina, così è un pianto

Leggi il commento allo 0-0 della Viola in casa contro il Parma
Alberto Polverosi
Alberto Polverosi

4 min

Pubblicato il 09.03.2026, 09:26 (Aggiornato il 09.03.2026, 09:38)

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Il niente è meglio del disastro. Quindi, per la Fiorentina, lo 0-0 col Parma, in una partita di niente, è un passo avanti rispetto al doppio recente disastro con Jagiellonia e Udinese. Partiamo da qui, dagli unici due aspetti positivi. Il primo: dopo 25 giornate di campionato, per la prima volta la squadra di Vanoli è fuori dalla zona-retrocessione, anche se il merito è tutto del Lecce che poche ore prima aveva battuto la Cremonese. Il secondo: dopo aver preso sette gol in due partite, ieri porta viola inviolata, anzi, a dirla tutta, mai raggiunta da Pellegrino e compagni, così che De Gea si è visto solo per i rinvii dal fondo. Questo punto sarebbe un sollievo se lunedì una squadra molle e malaticcia come la Fiorentina non fosse attesa dallo spareggio di Cremona subito dopo il giovedì di Conference col Rakov. E prima della sosta, anche l’Inter capolista al Franchi. Sintesi: che alla fine il pareggio col Parma possa davvero diventare utile per la salvezza dei viola è tutto da vedere.
La partita è stata un pianto, una di quelle che possono durare tre, quattro ore ma sai già che non accadrà niente, non ci saranno gol e non ci sarà gioco. Il vuoto. E’ quanto riesce a esprimere la squadra di Vanoli in questa stagione ed è quanto basta ora al giovane Cuesta per avvicinarsi sempre più alla salvezza: con altri due o tre punti sarà in porto. La consueta e ancora incomprensibile difficoltà della Fiorentina a giocare una partita vera, da squadra vera, si è fusa con la strategia dell’attesa del Parma e come conseguenza non poteva venir fuori che una gara così povera, così vuota, così mal giocata e spesso così non giocata che qualche professionista in campo avrebbe dovuto davvero alzare una mano e chiedere scusa ai ventimila spettatori, un po’ delusi e un po’ rammaricati per aver buttato via un’altra domenica.
La Fiorentina ha attaccato (dove il verbo attaccare sta per portarsi in avanti, niente di più) nei primi cinque minuti e negli ultimi cinque del secondo tempo, ha avuto anche un paio di mezze caotiche occasioni. Il resto è stato un continuo passarsi la palla (il possesso è un’altra cosa) con una lentezza esasperante, quasi sempre per vie orizzontali, senza pressione, senza aggressività. Il Parma aspettava e non aveva nessuna intenzione di ripartire, lo 0-0 era quanto aveva messo in programma. Ma se la squadra di Vanoli non ha (non ha mai avuto) un collettivo di cui fidarsi, allo stesso tempo non ha un giocatore su cui puntare le proprie scarne risorse. Fino a un paio di settimane fa Fagioli dava l’idea di poter interpretare quel ruolo di leader tecnico, ma fra Udine e ieri anche lui si è eclissato. Ci ha provato Gudmundsson, invano. Nemmeno ci ha pensato Piccoli che in 1.150 minuti in campionato ha segnato due gol. E a proposito di gol segnati, la Viola è a quota 1 nelle ultime tre gare di campionato.
E’ tutto questo che spaventa i fiorentini che anche ieri, prima di fischiare la squadra, hanno aspettato l’intervallo. In quest’ultimo periodo, quello che sorprende di più è proprio la pazienza di Firenze, probabilmente originata dalla paura di rotolare in Serie B. La gente non sa più cosa pensare e non sa più come reagire di fronte a questo sfascio.

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