Da Verona al Sassuolo: la Fiorentina decide il suo destino in 4 gare
Tra le cose fatte e da fare in questa sosta, ce n’è una che la Fiorentina in tutte le sue anime ha sicuramente considerato con la massima attenzione: ripassare il calendario per mandare a memoria le partite che restano da qui alla fine del campionato. Equamente suddivise: quattro ad aprile e quattro a maggio. Perché la Conference League diventa un bel pensiero una volta che ti sei infilato nelle prime otto e cominci a vedere l'arrivo, ma il pensiero vero è uno e si chiama salvezza. E se l’opinione comune è che i destini si compiranno il 24 maggio, giorno dell’ultimo turno, l’idea al Viola Park non espressa e intima che più non si può è di azzannare il mese in arrivo per portarsi così tanto avanti con l’obiettivo da evitare mischioni finali nelle ultime due-tre gare: non sai mai come vanno a finire e quello che vuole la Fiorentina è tutto meno che ritrovarsi a scoprirlo.
Fiorentina, la salvezza ad aprile
E qui torna in ballo il calendario, anzi in aiuto, o così sperano Vanoli e i suoi, sempre ben sapendo che dipende esclusivamente da loro. Basta prendere in esame la suddivisione di cui sopra, per capire che i mischioni la Fiorentina sarebbe meglio li evitasse anche e soprattutto per le avversarie che andrà ad incontrare a maggio. Intanto, aprile con una premessa: non è questione di coefficiente di difficoltà, ma di fattibilità nei modi e nei tempi. Che è ben differente. Verona in trasferta sabato 4 alla vigilia di Pasqua, Lazio al Franchi lunedì 13 post andata dei quarti di finale di Conference League a Londra contro il Crystal Palace, trasferta a Lecce lunedì 20 dopo il ritorno di Conference, Sassuolo a Firenze all’ora di pranzo domenica 26. Vade retro tabelle, che rappresentano esercizio del nulla fine a se stesso come pochi altri, però l’oggettività è oggettività, così come non inganna il piatto della bilancia mettendoci sopra forza, ambizioni, motivazioni, classifica e varie ed eventuali di ciascuna delle squadre che De Gea e compagni andranno ad affrontare nel mese di aprile. In cui, mente sapendo di mentire chi afferma il contrario, il progetto salvezza può avere una spinta forse decisiva. Deve avere.
I rischi da evitare
Anche perché con i giochi tutti ancora aperti in zona scudetto, come in zona Coppe o retrocessione, e qui non ci sono dubbi di sorta, una volta girato un altro foglio sul calendario (gregoriano), la Fiorentina si troverà questo calendario (calcistico) di fronte per le ultime quattro gare di campionato nel mese di maggio (date ancora da stabilire): Roma all’Olimpico, Genoa al Franchi, Juventus a Torino, Atalanta dell’ex Palladino a chiudere a Firenze. E siccome è difficile, per non dire improbabile, che ognuna di esse non sia più in competizione per il rispettivo traguardo, non è davvero il caso che la formazione di Vanoli ci arrivi con l’obbligo di non perdere, mentre magari le concorrenti dirette per la salvezza raccolgono punti insperati qua e là in una delle prerogative ormai usuali del finale di stagione. E c’è un modo solo per non correre un rischio dal prezzo che sarebbe elevatissimo: da domani è aprile, né pesce e né dolce dormire per la Fiorentina.
