Rivoluzione Fiorentina: tutti i nodi da risolvere, da Vanoli a Kean. Per il tecnico restare in A potrebbe non bastare 

Gli scenari nell’anno del centenario, dopo il ko di Londra che pregiudica l’Europa
Alessandro Mita
5 min

L’ anno del centenario trasformato nell’anno zero. Arrivare a un traguardo storico e fare i conti con le proprie debolezze e la necessità di gettare le fondamenta di una casa nuova, cercando prima di capire quali sono i piani della famiglia Commisso. La Fiorentina è attesa da mesi delicatissimi, con una salvezza da conquistare e un progetto che getti nel cassonetto i cocci di una stagione balorda. Il 3-0 incassato a casa del Crystal Palace dice questo. Ovviamente mancano ancora dei passaggi prima del verdetto e magari la Fiorentina ci sorprenderà: manca il ritorno contro gli inglesi, ma qui ci vuole un’impresa straordinaria, e soprattutto manca la salvezza matematica. La testa adesso deve concentrarsi sul secondo obiettivo, tuttavia è chiaro che lo scenario debba prevedere un reset completo della Fiorentina, reset che la retrocessione amplificherebbe a dismisura. Fabio Paratici, nuova guida a 360 gradi, avrà un compito gravoso. E il contesto nel quale deve lavorare (ripetiamo: compatibile solo con la salvezza) è complesso. Senza contare la riorganizzazione che lo stesso Paratici potrebbe applicare all’interno del Viola Park.

 

 

Il rinnovamento del club

La scorsa estate sono stati spesi 90 milioni che hanno prodotto quello che è sotto gli occhi di tutti, poi si è aggiunto lo scarso apporto di chi è arrivato a gennaio. Vanoli stesso è stato chiaro parlando del gap con le squadre competitive come il Crystal Palace: «Se si vuole alzare il livello, la società deve pensare a questo». Ad oggi è faticoso trovare qualche giocatore certo di rimanere. Gudmundsson, Comuzzo, Gosens, Piccoli, Dodo (che da tempo tratta un rinnovo che non arriva mai), Fazzini, solo per fare alcuni nomi, sono in bilico. Così come quelli il cui riscatto dal prestito si attiverebbe in caso di salvezza (Fabbian, Brescianini, Rugani). O come Harrison e Solomon, il primo poco convincente, il secondo di più ma fermo da oltre un mese. Con tre assenze di peso (Parisi, Solomon e Kean), a Londra i viola avevano una panchina insoddisfacente. Qui il nodo: c’è da rifare la Fiorentina e l’operazione non è solo sul piano tecnico ma anche su quello numerico. Questo nodo se ne porta dietro un altro, il più importante: quale sarà la disponibilità economica che la famiglia Commisso garantirà a Paratici per il prossimo mercato? C’è un disavanzo colmato solo in parte dalle cessioni, l’impegno morale (così come la permanenza) dei proprietari americani è stato sottolineato più volte, però va certificato. Vogliono rilanciare, anche in assenza di coppe europee, o tenere calmierati i conti? Si parte da qui, non c’è dubbio: la Fiorentina può tornare competitiva solo se c’è una forte spinta in avanti.

Legati a Kean

Poi la questione Kean, dal 1° al 15 luglio vale la clausola rescissoria da 62 milioni. Il futuro, ancora una volta, è in mano al giocatore, anche se la liberatoria è molto alta se parametrata al rendimento. Paratici spera di trattenerlo, la questione presto diventerà calda. I Commisso, tuttavia, potrebbero pensare che la sua cessione serva al controllo del bilancio e alla ricostruzione. E anche questo è uno dei punti chiave da chiarire. Di certo, la Fiorentina dovrebbe ripartire da Moise, insieme a Fagioli e Parisi, magari anche De Gea, Ranieri, Pongracic, Ndour. Un’ossatura da rendere ancora più solida.

Chi allenerà la Fiorentina?

Altra questione vitale. Vanoli ha avuto il merito di tirare fuori la squadra dal fondo della classifica. Al momento è a +5 dalla terzultima, un margine di sicurezza da mantenere. Se arriva alla salvezza, Firenze dovrà ringraziarlo, come fece nel 2001 quando segnò un gol decisivo per la conquista della Coppa Italia. Però anche il suo futuro è in bilico, la permanenza in serie A non garantisce la conferma. Da tempo si parla di un nuovo tecnico, con la figura di Sarri che continua a restare all’orizzonte. Sarà probabilmente la scelta più importante in un percorso che deve però iniziare dal chiarimento su cosa la Fiorentina debba realmente diventare

 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Fiorentina