De Gea furioso: perché il capitano della Fiorentina non ha digerito il tracrollo contro il Crystal Palace
FIRENZE - In 10 precedenti a Selhurst Park aveva perso solo in un'occasione, concedendo appena 7 reti. Ne ha incassate 3 in 90' giovedì sera. Per De Gea Crystal Palace-Fiorentina contava un po' di più, anche se uno con la sua carriera non avrebbe bisogno di dimostrare nulla. Per questo il portiere spagnolo si è arrabbiato e non poco con i suoi, specie in occasione del secondo gol del Palace: aveva appena cancellato un gol fatto a Mateta, poi però sulla respinta vagante Mitchell ha bruciato una difesa viola da belle statuine e così è stato il suo intervento prodigioso a essere cancellato.
La rabbia di De Gea
La rabbia e frustrazione l'ha tenuta per sé nel post-partita, quando ha parlato, da capitano: "Non dobbiamo dimenticare che tre mesi fa eravamo in grossa difficoltà, ora stiamo facendo cose importanti, anche se non sembra, perché era difficile da dove eravamo prima: in campionato non dobbiamo retrocedere e c'è un ritorno da giocare" ha detto a Sky Sport, ammettendo poi la superiorità della Premier rispetto alla Serie A e andando parzialmente controcorrente rispetto a quanto detto da Vanoli (il tecnico ha sottolineato il buon approccio dei suoi, l’ex United ha parlato di "primi trenta minuti regalati agli avversari"). Il succo è però il medesimo: rimanere concentrati fino al termine della gara. Con quel richiamo al passato recente, a ricordarsi cosa era la Fiorentina fino a qualche mese fa, c'è la volontà di riportare tutti coi piedi per terra, perché con l'illusione Conference che sembra volata via, l'annata si tratteggia per quello che è sempre stata: una delle peggiori in cento anni di storia del club.
