Vanoli resterà l’allenatore della Fiorentina al 99%: i numeri dell’impresa salvezza in Serie A

I meriti del tecnico viola sono evidenti: conferma sempre più vicino, tra la media punti da Champions e il supporto di Fabio Paratici
Francesco Gensini
4 min

Quattro gennaio e 7 febbraio: due date, un unico modo per leggere un’impresa chiamata salvezza. Che ancora non c’è, ma ci sarà, e andrà declinata unicamente nel cambio di passo compiuto dalla Fiorentina con l’inizio del nuovo anno e accelerazione infine decisiva negli ultimi due mesi. A proposito di letture, i meriti di Paolo Vanoli sono evidenti, chiari, insindacabili, perché ha saputo incidere profondamente nell’identità di una squadra che stava andando alla deriva, e la salvezza porterà la conferma del tecnico varesino sulla panchina viola anche per la prossima stagione. Al 99%: quell’uno per cento lasciamolo all’imponderabile del calcio.

Fiorentina, dall'incubo retrocessione al 2026 da record

PEGGIO NON SI PUÒ. Ripensando che la seconda parte del 2025 aveva riservato soltanto dolori e patimenti ai tifosi. E brutti pensieri, pessimi pensieri, dopo che la squadra viola era riuscita (si fa per dire) a mettere insieme la miseria di 9 punti in 17 partite e giova sempre tramandare ai posteri che mai nessuno si era salvato nei campionati di Serie A a venti squadre con 0 vittorie e 6 punti in 15 turni, quanti ne aveva il 14 dicembre la formazione di Vanoli - ereditata da Pioli - una volta sconfitta dal Verona sotto un diluvio di fischi e cori di rabbia del Franchi. Sette giorni più tardi, rigiocando in casa, De Gea e compagni avevano tolto quello zero malefico dalla casella delle vittorie battendo l’Udinese: poi, la successiva sconfitta di Parma, richiamava tutti alla dura realtà di un Natale mai così preoccupante a Firenze. Ma il 2026 era ormai dietro l’angolo.

La Fiorentina di Vanoli e i segnali salvezza

MEGLIO È DIFFICILE. Nessuno se lo sarebbe aspettato, nemmeno il più ottimista, fiaccato nell’animo e nella mente dalla mancanza di risultati che aveva costretto l’ambiente in un tunnel di naturale pessimismo: e invece, qualcosa è cambiato per cambiare tutto, nella libera interpretazione di Tomasi di Lampedusa. Il 4 gennaio, penultima del girone d’andata, la Fiorentina ha battuto la Cremonese grazie a un gol di Kean al 92': Moise era rimasto in panchina fino a cinque minuti prima per essere stato assente da Firenze quasi tutta la settimana precedente, con inevitabile codazzo di polemiche e dubbi assortiti. Segnali. Quello è stato davvero un nuovo inizio.

Dalla media punti da Champions al supporto di Fabio Paratici

Ci sono stati un altro paio di passaggi a vuoto, però i numeri che mai mentono, qui raccontano una verità e dicono che la Fiorentina dall’1-0 alla Cremonese all’1-0 alla Lazio ha conquistato la bellezza di 26 punti in 15 partite, passando da una media di 0,52 punti a gara da retrocessione scritta del campionato targato 2025 a una media di 1,73 punti da zona Europa del campionato 2026. Una rincorsa che ha assunto i contorni della rimonta clamorosa dal 7 febbraio, da quando l’opera di Vanoli in panchina è stata accompagnata dalla sponda di Paratici direttore sportivo, con ben 18 punti in 9 partite (media da posizione Champions) e difatti meglio hanno fatto soltanto Inter (21) e Napoli (20) e peggio tutte le altre. Con cinque vittorie in queste nove partite, tre nelle ultime cinque dopo la sconfitta tremenda di Udine. Lì dove la Fiorentina aveva gli stessi punti (24) di Cremonese e Lecce, lì dov’è nata un’impresa chiamata salvezza per la conferma di Vanoli: chi l’avrebbe mai detto?

 


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