De Rossi: "Lazio-Genoa non è un derby per me, ma mi mancheranno i laziali"
Lazio-Genoa sarà una partita particolare. Innanzitutto, l'atmosfera sarà diversa: in opposizione alla società, gran parte della tifoseria biancoceleste diserterà l'Olimpico e non entrerà allo stadio. E poi, De Rossi riassaporerà una sorta di derby e la rivalità con la Lazio dalla panchina, anche se per il tecnico rossoblù questa volta sarà diverso: "Affronteremo la squadra che per me è stata la rivale principale per tutta la vita, ma vestendo una maglia diversa da quella della Roma non vivo ciò come un derby, lo vivo come una partita importantissima per la nostra salvezza. La Lazio è una grande squadra e dobbiamo essere consapevoli che una squadra del genere, un allenatore del genere, possono ribaltare la situazione in pochi minuti. Per questo dobbiamo essere concentrati sempre", ha spiegato in conferenza stampa.
De Rossi: "Un peccato non avere i tifosi della Lazio"
De Rossi ha aggiunto: "È un grandissimo peccato giocare in uno stadio vuoto. Come è un peccato vedere che i nostri tifosi non possono venire in trasferta. Ed è un peccato non avere, anche se per scelta loro, i tifosi della Lazio, perché noi facciamo questo lavoro per vivere atmosfere di calcio vero, non stadi mezzi vuoti. Non so quanta gente ci sarà ma a noi deve interessare il giusto. Dobbiamo fare la nostra partita di calcio, è ovvio che se pensiamo che la Lazio sarà debole perché non ha i propri tifosi sbagliamo. Magari in un momento in cui le cose non vanno proprio bene non avere i tifosi che ti contestano, se le cose iniziano ad andare male, può essere anche uno scarico di pressione sulle schiene dei giocatori della Lazio".
De Rossi: "Mi mancherà l'accoglienza dei laziali"
De Rossi ha concluso: "So che magari con lo stadio pieno avrei avuto un’accoglienza diversa, ma per come sono fatto io, quando parlo di emozioni, parlo anche di quelle fra virgolette agrodolci. Io mi caricavo di più quando giocavo fuori casa che in casa. Nonostante non ci siano divieti, ma prevalentemente è una scelta loro, mi mancherà anche l’accoglienza spigolosa dei tifosi laziali che mi hanno sempre regalato. Per me è parte del calcio, delle emozioni e della vita di questo lavoro, di come l’ho sempre fatto io. Nella conferenza stampa d'addio al calcio ho parlato anche di questo, di come mi sarebbero mancati non solo l’Olimpico e la Roma, ma anche quelli che mi aspettavano pronti a fischiarmi perché mi odiavano calcisticamente".