© LAPRESSE Ekhator e i consigli di De Rossi: "Ci tiene che faccia bene in Nazionale"
Jeff Ekhator è una delle rivelazioni di questa stagione del Genoa. Il talento classe 2006 ha segnato quattro gol tra campionato e Coppa Italia, l'ultimo quello del pareggio nella trasferta contro il Pisa, sfida poi vinta che avvicina i rissoblù a un passo dalla salvezza. Un traguardo che porta il nome indelebile di Daniele De Rossi. Ekhator ha parlato del suo allenatore: "Mi dice sempre che devo stare di più in area di rigore e poi ci tiene che io faccia bene in Nazionale", ha affermato nell'intervista a Vivo Azzurro TV. Ekhator che si sta affermando anche con la formazione Under 21 dell'Italia, guidata da un altro grande allenatore, Silvio Baldini: "È una persona schietta: dice sempre quello che pensa. Sa quello che fa e lavora per il nostro bene, per farci arrivare il più lontano possibile".
"Mi ispiro a Kean e Usain Bolt. Mi chiamò la Samp ma..."
Sulle ispirazioni: "Mi ispiro a Usain Bolt, Moise Kean è un mio punto di riferimento". Ekhator che con le giovanili degli Azzurri sta bruciando tutte le tappe: "Non mi aspettavo un percorso così veloce, perché ci sono tanti giocatori che meritano. A settembre ero stato convocato con l’Under 20, poi l’infortunio di Camarda mi ha dato la possibilità di salire subito in Under 21". Nato e cresciuto a Genova, ha sempre indossato la maglia rossoblù: "Mi chiamò anche la Samp, ma scelsi il rossoblù. Ho iniziato a guardare le partite e da lì è nato l’amore per la squadra con cui gioco ora".
Le parole di Ekhator
Con il Genoa Ekhator ha vinto lo scudetto Under 18 Professionisti nel 2024 insieme ad Ahanor e Venturino: "Più della finale con la Roma ricordo le emozioni della semifinale con l’Inter. Il nostro capitano Stefano Arata aveva da poco perso la mamma, ma nonostante questo era in campo con noi. Segnò proprio lui il gol allo scadere dei supplementari (5-4 il finale, ndr): fu bellissimo". Ekhator conclude parlando del supporto da parte della sua famiglia: "I miei genitori, che sono entrambi nigeriani, sono arrivati in Italia per lavorare e siamo una famiglia felice. A casa parliamo entrambe le lingue e mi piacerebbe andare in Nigeria, magari questa estate, perché ancora non ci sono mai stato. Mamma e papà sono da sempre il mio supporto più grande: mi dicono sempre di rimanere umile, di dare sempre il massimo anche se non gioco o lo faccio solo per 5 minuti".