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Spalletti: «Tutto per far bene a Torino»

Spalletti: «Tutto per far bene a Torino»
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Il tecnico nerazzurro ha parlato alla vigilia del match contro la Juventus mostrando grande fiducia nelle qualità dei suoi uomini e rispetto per i bianconeri: "Allegri è il migliore dei tutti. Ai nostri avversari toglierei lui".

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 Andrea Ramazzotti

venerdì 8 dicembre 2017 12:48

INVIATO AD APPIANO - Luciano Spalletti alla Pinetina ha parlato alla vigilia del derby d’Italia di domani sera contro la Juventus e ha mostrato fiducia nella sua squadra.

Spalletti è d’accordo che non bisogna aver timore della Juventus?
Sappiamo che dobbiamo andare lì a giocarci la nostra partita. Abbiamo le nostre certezze e non dobbiamo aver timore perché le qualità le abbiamo ed è necessario continuare a lavorare in maniera seria, mettere punti in classifica perché gli obiettivi sono lontani e ci vorranno tanti punti per raggiungerli. La consapevolezza di quello che siamo è fondamentale. Questa partita mette in palio tre punti e dovremo provare a conquistarli.

Cosa vuol dire per lei affrontare la Juventus a Torino da capolista?
Non affrontiamo la Juventus terza in classifica, ma la squadra che ha vinto gli ultimi 6 campionati ed è arrivata due volte negli ultimi 3 anni in finale di Champions. Adesso abbiamo una precisa identità sulla quale continuare a lavorare per cercare di raggiungere quegli obiettivi che abbiamo nella testa.

Quanto l’Inter si è avvicinata alla Juventus?
Sappiamo già chi siamo, abbiamo la certezza di quello che siamo diventati e dobbiamo solo continuare a lavorare così, continuare a mettere in pratica le cose che sono nostre, ogni volta che indossiamo questa maglia.

Che partita dovrete fare?
Non andiamo a giocare a Torino cercando di vedere che squadra siamo perché sappiamo già che realtà siamo, abbiamo individuato le nostre qualità e di queste siamo sicuri. Dobbiamo giocare la partita per raggiungere i nostri obiettivi. In ogni incontro puntiamo a mettere punti in classifica.

In cosa l’Inter è superiore alla Juventus adesso?
Non la guardiamo sotto questo aspetto e non andiamo a giocare contro una squadra terza in classifica, ma contro i campioni d’Italia degli ultimi anni. Sappiamo la forza e l’ostacolo che abbiamo di fronte. In questi mesi abbiamo costruito una nostra identità e una nostra convinzione e li vogliamo mettere in campo. Poi sarà il campo che dirà se sarà abbastanza per confrontarsi e vincere contro squadre forti come la Juventus.

Brozovic è una tentazione o sarà meglio giocare con un centrocampo collaudato?
Per quel che riguarda le scelte fatte finora, le valutazioni sono semplici. I giocatori a centrocampo sono 5 titolari e hanno fatto vedere che ci si può fidare di loro. Abbiamo un centrocampo forte e farò delle scelte non bocciando nessuno. Speriamo che siano quelle giuste, ma non dico quelli che andranno in campo.

Ci può essere la tentazione di sorprendere gli avversari con una formazione diversa?
Noi non ci dobbiamo inventare niente perché non ne abbiamo bisogno visti i risultati e il nostro cammino. Dobbiamo ripetere quello che abbiamo fatto, esibire la forza che abbiamo avuto in questo campionato contro altri avversari. Ci fidiamo delle nostre qualità e dobbiamo metterle in pratica. Punto e basta. Non vedo perché si dovrebbe tirare a campare in questa partita: dobbiamo andare lì a tirare a vivere il più a lungo possibile e meglio possibile. Ci metteremo dentro le nostre certezze, i nostri equilibri, le nostre pressioni, le nostre fughe, la scelta dei momenti della partita, come deve essere…

Cosa l’Inter non dovrà fare dal punto di vista tattico a Torino?
Da un punto di vista della personalità e del carattere dobbiamo farci trovare pronti sia per il valore dell’avversario sia per lo stadio dove giocheremo. Dovremo avere reazioni forti a tutto quello che loro proporranno. La Juventus sa cambiare faccia nella stessa partita perché Allegri è uno dei migliori a cambiare faccia alla squadra a gara in corso. Le nostre reazioni devono essere immediate, consequenziali.

Dall’inizio della stagione l’Inter punta al quarto posto. Se vincerà a Torino cambierà obiettivo?
Noi abbiamo l’obiettivo di arrivare il più possibile vicini alla testa della classifica alla fine della stagione e fare più punti possibili. Per il momento c’è da lavorare in maniera seria, fare passo dopo passo in maniera corretta, tenere la testa sempre sul pezzo. Non è una partita questa che cambia pensieri, obiettivi e modi. La strada e il tragitto sono lunghi, c’è da pedalare.

Lei a Torino ha vinto una sola volta nel 2005-06 in Coppa Italia. Cosa le hanno insegnato le gare giocate a Torino?
Le partite insegnano molte cose, sia quelle che si vincono, sia quelle che si perdono. Le analisi si fanno sempre al termine di una partita e si danno informazioni in ogni. Le ho sempre fatte.

Se dovesse mandare un messaggio con i social in vista di Juve-Inter, che parole userebbe?
Abbiamo tutte le qualità per giocarci questa partita per il massimo del risultato.

Sente la tensione di Juventus-Inter?
Il derby d’Italia ti carica di voglia di fare però poi dobbiamo mantenere lucidità vista l’importanza della partita. Caricare troppo la gara è insidioso perché i ragazzi hanno mostrato di assimilare bene i concetti e mettere loro troppa pressione addosso sarebbe sbagliato. Non dobbiamo mai perdere lucidità perché non possiamo attaccare a spron battuto: potrebbe essere un limite. Ci siamo allenati bene e abbiamo raggiunto quella personalità che ci consente di far bene come vogliono quelli a cui l’Inter sta a cuore.

Sulla tv ufficiale della Juve in settimana c’è stato un attacco brutto agli interisti. Lei cosa si sente di rispondere alla persona che lo ha fatto?
Più che agli interisti dovrebbe chiedere scusa a quelle persone che sono state costrette per anni a nascondersi. Mi sentirei in imbarazzo a lavorare con una persona che la pensa in quel modo. E probabilmente saprei anche cosa fare.

La fisicità dell’Inter può essere un fattore domani sera?
Sì perché loro sono una squadra forte e fisica sulle palle inattive. Hanno i giocatori come Dybala e Pjanic che fanno gol direttamente su punizione, ma hanno anche la possibilità di concludere in maniera vincente con i colpi di testa. Avere una squadra tonica e fisica sotto l’aspetto dei chili e dei centimetri può dare sicuramente un aiuto.

Se potesse toglierne uno alla Juventus, chi toglierebbe?
A me piacciono i miei, non quelli degli altri. Forse toglierei Allegri per andare con lui una serata a cena in un ristorante sotto Calafuria per andare a mangiare il cacciucco. E’ il più bravo di tutti perché ha dimostrato di essere il più bravo di tutti nel cambiamento repentino.

E’ d’accordo che l’Inter dovrà avere una maggior convinzione rispetto a quella che avete mostrato a Napoli? Questa partita può cambiare il vostro futuro?
Questa gara deve consolidare quelle certezze che abbiamo raggiunto. Arrivarci con i risultati ottenuti finora deve infondere quella convinzione che la partita è aperta a qualsiasi risultato e voglio che sia interpretata così fin dal fischio d’inizio. Dopo il pareggio di Napoli notai soddisfazione non solo nei giocatori, ma anche delle persone che erano intorno alla squadra. Io parlando con tutti dissi che il risultato era stato positivo, ma sottolineai che in certi momenti potevamo rischiare e osare qualcosa di più. Mi aspetto che ci sia una presa di coscienza maggiore: questa è una partita che assomiglia molto a quella di Napoli e dobbiamo migliorare quella prestazione a Torino.

Karamoh può subentrare anche in un match così importante?
Ha qualità ben precise: ha estro e inventiva, crea superiorità numerica, ha capacità di saltare l’avversario nell’uno contro uno e si può usare in qualsiasi gara, ma è chiaro che l’esperienza è un’altra dote che bisogna avere per giocare questo tipo di partite. Si valuterà bene tutto. E’ un giocatore di grandissime prospettive, ma non carichiamolo di eccessive pressioni.

Vecino è totalmente recuperato?
E’ a disposizione e sta bene.

Lei l’Inter l’ha portata lassù dopo un’annata negativa. Cosa la lascia più tranquillo in vista di domani?
La voglia dei calciatori di raggiungere certi obiettivi, di ripagare il sentimento dei nostri tifosi. Milano e i nostri tifosi vogliano che in campo ci siano calciatori che lancino messaggi ben precisi.

Ha paura della velocità di Cuadrado e Douglas Costa?
Con Santon e D’Ambrosio si può stare tranquilli perché sanno prendere le loro responsabilità, sanno osare come ha dimostrato D’Ambrosio contro il Genoa segnando o Santon che ha ritrovato quasi tutte le sue qualità e non vuole lasciarle nello spogliatoio. Davide può fare anche il centrale: non ne avremo probabilmente bisogno, ma può ricoprire anche quel ruolo lì. A nessuno dei due creerà problemi affrontare Cuadrado, Douglas Costa oppure Mandzukic o chi per loro.

Dando per assodato che Borja Valero può giocare ovunque, lei dove lo preferisce?
In campo. Intanto mettiamolo lì… Poi dipende dalle caratteristiche dei giocatori che gli accostiamo. E’ fortissimo come trequartista perché toglie tempo e spazio agli avversari e sa ricevere bene la palla. In fase difensiva perché fa recuperi importanti, copre gli spazi liberi.

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