Spalletti: «Mourinho? Se stuzzichi un leone...»
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Spalletti: «Mourinho? Se stuzzichi un leone...»

Dopo la bella prestazione contro il Barcellona il tecnico nerazzurro ha fatto il pompiere e ha messo in guardia i suoi per il match di domani ("Non voglio vedere presunzione"), ma ha parlato anche del gesto dello Special One a Torino.

INVIATO AD APPIANO - Luciano Spalletti stima l’Atalanta e vuole che la sua Inter la affronti nel modo giusto perché il match di domani secondo il tecnico toscano non sarà più facile di quello contro il Barcellona.

Spalletti, come si prepara la partita contro l’Atalanta dopo una bella prestazione come quella con il Barcellona?
Bisogna stare attenti a fare non confusione e a non essere presuntuosi se fai risultati belli. Le vittorie non ti danno diritto ad avere vantaggi nella partita successiva.

Come si motiva la squadra dopo la gara contro il Barcellona?
Basta avere l’obiettività e la forza dell’avversario, dei campionati che ha fatto l’Atalanta e del rendimento dei nerazzurri finora. I suoi numeri sono molto diversi dalla classifica e ha qualità da grande squadra. Gasperini rende il calcio sempre più bello e più moderno. Basta tornare indietro qualche mese e vedere quello che loro hanno fatto in Europa League, con chi avrebbero meritato di vincere (Borussia Dortmund, ndr).

Quanto è soddisfatto delle prestazioni di Gagliardini, Joao Mario e degli altri giocatori che ha recuperato?
Il campione vero mette davanti la squadra al singolo. A Gagliardini, Joao Mario e Dalbert vanno fatti i complimenti perché essendo stati esclusi dalla Champions, potevano avere atteggiamenti sbagliati se non avessero avuto una mente solida. In certe situazioni, quando sei lì da solo, ti devi stimolare e a loro è capitato di lavorare da soli quando gli altri sono in trasferta in Champions.

Che partita si aspetta a Bergamo?
Come tutte quelle su quel campo lì. Me le ricordo tutte, anche quelle quando su ero sulla panchina di altre squadre. Loro ti montano addosso, ti sfidano in ogni duello con forza fisica. Non sarà facile.

Chi è più stanco a centrocampo? Chi ha più bisogno di riposarsi?
I più stanchi sono quelli che hanno giocato di più. Brozovic per il minutaggio e per quello che ci mette lui ha fatto più strada di tutti, ma lega il gioco della squadra. Va valutato oggi il suo aver recuperato. Borja Valero ha fatto un pezzo di partita in maniera importante, ma come minutaggio è stato minore e sta bene. Nainggolan ha tentato di fare quello che ci ha abituato a fare, si è messo a disposizione e ha fatto bene per quello che sono le sue possibilità, ma è tornato indietro per il problema che aveva. E’ difficile essere della partita domani per lui, ma va apprezzato quello che ha dato martedì alla squadra.

Qual è l’insidia da evitare in questo momento negativo? Qual è il coefficiente di difficoltà?
Da 1 a 10 può essere anche 10 perché l’ultima partita prima della sosta è quella di domani, non quella di martedì. Nella testa dei calciatori non bisogna che entri l’idea che questo incontro non è importante o non è difficile. L’Atalanta se si considera quello che gli è successo o i numeri che ha come statistiche è da alta classifica. Paga il fatto che a inizio stagione non sia riuscita a capitalizzare la mole di gioco e a fare gol: come palleggio nella metà campo avversaria, tiri in porta e occasioni da gol sono superiori a noi. Nel loro stadio si esaltano e ti vengono sul muso perché pensano di essere più forti. Hanno forza mentale e un allenatore che fa del bene al mondo del calcio perché rende questo sport più bello.

Cosa pensa del gesto di Mourinho di mercoledì a Torino?
Mi sembra che Mourinho stesso abbia detto che a freddo non lo avrebbe rifatto e questo ci trova tutti d’accordo. Poi però nel calcio ci sono pressioni emotive e il rischio di cadere in qualche piccola reazione c’è. Fino a che si resta su fatti di questo livello fa parte dello spettacolo. Poi se vai a stuzzicare un leone, ruggisce. Può succedere.

Come sta Lautaro?
Sta bene. Lo sta vivendo questo periodo come Keita, come Candreva, come Joao Mario, come Ranocchia, come Politano e Miranda in alcune partite. Come me in altre…

Ultimamente ha giocato con il 4-3-3 e ha trovato un equilibrio. Continuerà a usarlo o tornerà al 4-2-3-1?
Si possono usare tutte e due questi moduli e all’interno di una gara il vertice alto e quello basso sono facilmente scambiabili se si ha il centrocampo a tre: o si mette il mediano basso e i due centrocampisti o con i due centrocampisti e il trequartista. Può fare la differenza se la squadra avversaria ha un play di qualità che riesce a dettare i tempi alla partita e in quel caso gli va dato un po’ più d’occhio anche se è un avversario di tutti non solo del trequartista. Il 4-2-3-1 ti dà più soluzioni offensive, l’altra più equilibrio e più soluzioni di palleggio.

Si aspettava una striscia di 7 vittorie dopo una partenza così difficile?
E’ quello che dovevamo fare dopo la partenza che avevamo avuto. Il nostro deve essere un campionato di questo libello. Se per un periodo te la prendi comoda, dopo devi andare a galoppare più forte. Me l’aspettavo così la reazione anche se queste reazioni, queste strisce di buoni risultati riempiono il serbatoio di convinzione e buone cose, ma bisogna stare attenti a non andare a stimolare anche la presunzione perché le due cose sono vicine e non vanno d’accordo. Un serbatoio (quello dell’autostima, ndr) deve essere più pieno e uno (quello della presunzione, ndr) sempre più vuoto. I buoni risultati non ti danno il diritto di mollare di un centimetro nel confronto con l’avversario, tanto più se l’avversario si chiama Atalanta.

Nella sua carriera ha cambiato ruolo a diversi giocatori, tra i quali Pizarro, Totti, Perotta, e ha fatto le loro fortune. Farà lo stesso anche con Brozovic?
Secondo me ho cambiato ruolo anche a Pjanic e il ruolo che ho cambiato a lui rende meglio l’idea del discorso perché quando invertii la posizione a Roma tra lui e Radja successe un putiferio e invece adesso giocano in quei ruoli dove li ho messi io. Sono giocatori di primissima qualità e livello ed è chiaro che fanno il bene della squadra con le loro qualità importanti. Calciatori così possono giocare ovunque. Brozovic è su questa strada qui: ha il piede con la bussola direzionale e sa dove va portata la palla. Dalla curva Nord alla curva Sud di San Siro lo trovi sempre. E’ uno che nello scorrimento della partita prende continuamente notizie e le usa in maniera corretta. E’ diventato un giocatore importante per noi. Ritengo che in una squadra ci vogliono giocatori importanti per arrivare in cima alla classifica in Italia e lui è uno di questi.

Mi è parso che la vittoria dello United contro la Juventus possa essere un segnale che la Juve non sia imbattibile. Crede che ci sia spazio per chi è dietro per tentare di riavvicinarsi?
Loro sono quelli più forti di tutti e saranno quelli che probabilmente vinceranno il campionato però ci sono squadre e ci sono difficoltà durante lo scorrimento di un campionato come quello italiano che possono minare queste certezze e queste qualità. Tutte le altre squadre dovranno essere impeccabili e dovranno veramente cercare di fare l’impossibile. A volte si è verificato l’impossibile e ci hanno messo mano le persone con la convinzione di poter cambiare un discorso in base alla forza che si ha, alla voglia di non mollare mai fino in fondo, alla voglia di avanzare sempre, di non dartela mai vinta neppure dopo che l’arbitro ha fischiato la fine.

E’ più difficile preparare una gara contro l’Atalanta rispetto a quella con il Barcellona?
Questa è l’occasione per vedere il livello di maturità che abbiamo raggiunto. Una striscia di buoni risultati l’abbiamo fatta anche lo scorso anno, ma poi bisogna avere una costanza di rendimento. I contratti ti fanno essere dell’Inter, ma sono i risultati e le vittorie che ti fanno entrare nella storia dell’Inter. Con i risultati che ha fatto all’Inter Mourinho si è guadagnato un amore infinito e questo esempio deve essere da stimolo per noi per entrare a far parte di un sentimento del genere. Ci vogliono risultati continui, un atteggiamento che ti porta a migliorare sempre.

Lei a Roma divenne famoso per la frase “Famo’ lo stadio”. Si sente affezionato a San Siro o pensa anche a un nuovo impianto?
Io sono contento che sia stato trovato questo accordo, che ci sia questa collaborazione tra le due società che sono importanti e che si siano messe insieme possono dare un risultato di qualità. A me San Siro piace già come è adesso, ma se due colossi così si mettono insieme per migliorarlo, lo faranno. E vedrete che metteranno una qualità per far sentire le persone ancora più dentro il campo e a casa.

In che periodo si trova Perisic? Si aspetta qualcosa in più?
Noi guardiamo quello che fa gol e assist, ma questi giocatori non ci sarebbero se non ci sarebbero altri giocatori che fanno prestazioni come Handanovic e Skriniar o altri. Noi siamo contenti che con le sue vampate dia un contributo per far segnare gli altri. E’ uno di quelli che ha fatto molto bene e ci ha permesso di avere questa classifica.

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