Nainggolan esclusivo: «Monchi? Diceva di amare Roma e invece...»
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Nainggolan esclusivo: «Monchi? Diceva di amare Roma e invece...»

Il centrocampista a tutto campo: «Con Spalletti sono in debito. Un gol contro la Roma? Non esulterei. L'ex ds giallorosso? Dopo tre giorni dal suo addio era già tornato al Siviglia. Totti sarà sempre un'istituzione. Tutti vorrebbero la Juve, io invece...»

Una chiacchierata “scoppiettante” com’è lui in campo quando sta bene. Un’intervista con Nainggolan è un’esperienza... tutta da gustare perché il Ninja non ha peli sulla ligua, timori a confessare la sua “anti-juventinità” o incertezze nel riservare stilettate a Monchi. Radja è questo: semplimente fantastico nella sua spontaneità.

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Nainggolan, che voto dà alla sua stagione?
«I voti li date voi. Ho avuto alcuni infortuni e sicuramente l’annata poteva andare meglio. Mi ha condizionato lo stop durante il precampionato: non è stato un problema leggero, ma in una zona delicata come il retto femorale della coscia sinistra. Se avessi svolto una preparazione fi sica completa, magari non avrei avuto un acciacco dietro l’altro. Purtroppo invece non sono mai arrivato al top della forma anche se ho sempre dato il massimo per aiutare i miei compagni. Rispetto ad altre stagioni sono meno soddisfatto delle mie prestazioni».

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Perché proprio quest’anno tutti questi infortuni?
«Ho 30 anni e sto diventando… grande. Nella mia carriera in media ero abituato a giocare 40-50 incontri a stagione. Qui all’Inter invece ho fatto 8-9 gare e poi mi sono dovuto fermare. E’ successo tre volte. Così è tosta perché ricaschi continuamente nel buco da cui eri appena uscito. Quando partecipi alle coppe europee le partite sostituiscono gli allenamenti. E io per essere al meglio ho bisogno di giocare».  [...]

Un po’ pensa già alla sua prima volta da ex contro la Roma?
«Ancora no. Sono sereno».

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Quali emozioni si aspetta di vivere sabato?
«All’andata, all’Olimpico, ho… lasciato perdere e non ho voluto giocare (ride, ndr). Ero infortunato purtroppo… A Roma ho vissuto anni indimenticabili e ho tanti ricordi belli: la scorsa stagione abbiamo raggiunto obiettivi importanti, ma le avventure finiscono e se ne aprono di nuove. Quello con l’Inter è un altro capitolo bello e ora penso solo a far bene qui».

Che effetto le fa non vedere più alla Roma Monchi, colui che ha contribuito alla sua cessione?
«Con lui avevo un rapporto aperto: riuniva spesso i 6-7 giocatori più rappresentativi e tutti insieme parlavamo di come fare il meglio per la società e la squadra. Mi sentivo un calciatore importante. Poi, però, ho saputo le cose che diceva di me e quelle mi sono piaciute meno... Tre giorni dopo il suo addio alla Roma, la squadra di cui diceva di essere innamorato, era già d’accordo per tornare a Siviglia. Per me questo dimostra molte cose... Senza di lui ipoteticamente avrei potuto essere ancora là o anche in un’altra squadra perché magari la Roma mi voleva mandare altrove. La mia destinazione (l’Inter, ndr) però l’ho scelta io perché Spalletti ha spinto per avermi ed è stata la decisione giusta».

Le dà fastidio ascoltare tanti giudizi poco lusinghieri sull’operazione che ha portato lei all’Inter e Zaniolo alla Roma?
«Per me non è un problema perché ognuno ha la sua carriera. Io ho giocato 10 anni ad alto livello, 9 bene e questo così così. Lui ha fatto 20 partite in A, 18 buone… E’ normale che si parli bene dei giovani ai quali adesso tutto viene servito su un piatto d’argento, mentre prima un ragazzo doveva dimostrare molto di più, anche solo per arrivare in Serie B. Sono contento per lui e gli auguro il meglio perché non sono invidioso di nessuno. Io penso alla mia carriera e stop. E’ facile fare una stagione buona, ma vediamo tra 10 anni...».

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Alla luce del legame che ha con Totti, sarebbe contento se Francesco avesse un ruolo chiave nel futuro della Roma?
«Lo spero. Anche senza un ruolo importante, però, lui rappresenterà sempre e a prescindere la Roma. Non ha bisogno di una carica più o meno importante per dimostrare chi è. Gli auguro il meglio perché gli voglio bene». [...]

Leggi l'intervista integrale sull'edizione del Corriere dello Sport-Stadio oggi in edicola

 

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